Rider: apre lo sportello comunale, ma i sindacati contestano l’invasione di campo

Milano

Il Comune di Milano ha inaugurato ieri, tra la perplessità  di Cgil e Uil, lo sportello per i Rider, finalizzato all’informazione, all’ascolto e alla consulenza sui temi della sicurezza stradale e dei diritti del lavoro, rivolto ai rider delle piattaforme di food delivery.

Ed è lo stesso Massimo Bonini, segretario generale della Camera del lavoro di Milano, a far presente che nonostante sia stato proposto  uno sportello che potesse fare rete con i loro, il Comune ha deciso di andare avanti per la sua strada. “Questo non va bene, nessuno ha la ricetta pronta per risolvere situazioni di questo tipo – ribadisce – e quindi un percorso condiviso sarebbe l’ideale. Soprattutto se vogliamo parlare di Modello Milano, nelle relazioni sindacali bisogna sempre ricercare la massima condivisione nei percorsi. Va bene avere più sportelli sul territorio – prosegue – ma le iniziative devono essere condivise. Su un tema delicato come questo è meglio andare tutti insieme» “.

Critiche piovono  anche da Danilo Margaritella, segretario generale della Uil MilanoLombardia, secondo il quale sarebbe stato auspicabile un percorso condiviso ed questo il motivo per il quale Cgil e Uil non hanno partecipato alla presentazione dello sportello.

Entrambi i segretari hanno invece giudicato importante il tavolo sul tema al quale hanno voluto sedersi con le piattaforme, i rappresentanti dei rider e le associazioni di categoria”.

Proprio oggi, tra l’altro, durante il convegno “Chiamateci fattorini”, la Uil porterà avanti una serie di proposte per tutelare i lavoratori della cosiddetta gig economy. Una di queste sarà la creazione di « una rete tra le città interessate, con il coinvolgimento delle piattaforme, in attesa di definizione del tema contrattuale e legislativo» attualmente sul tavolo del ministro del Lavoro Luigi Di Maio.

Un inquadramento dei rider nel contratto della logistica, per farli uscire « dal sommerso delle nuove schiavitù della gig economy» è quanto è auspicato anche dal sindacato di base Usb-Riders perché anche questi lavoratori possano avere la sicurezza di «un minimo salario orario, un orario di lavoro, una retribuzione certa, la previdenza e l’assicurazione come ogni lavoratore» con un contratto collettivo nazionale di lavoro.

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