E’ l’anno record delle piccole librerie con iniziative culturali innovative

Cultura e spettacolo

Milano 14 Luglio – Con le idee si può diversificare, trovare spunti per iniziative culturali innovative, dare slancio al settore dell’editoria. Un interessante articolo di Sara Bettoni sul corriere ci restituisce un panorama ricco di novità e molto positivo: “Un’unica sala con 25o sguardi affacciati sul mondo. Dalla moda al design, dall’arte alla cucina. Un punto vendita dedicato esclusivamente ai magazine. «Una risposta all’esplosione della fotografia e di Instagram» spiega la fondatrice Francesca Spiller, 34 anni. «Reading room» è tra gli ultimi pallini nella mappa delle librerie (seppur sui generis) nel Milanese, che nel primo trimestre 2018 crescono del 5,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2017 secondo Camera di Commercio. A ridare slancio al settore sono le idee fuori dagli schemi, come quella di Spiller. «Mi sono ispirata a realtà estere, il capostipite è “Do you read me?” a Berlino». Su quel modello due mesi fa ha aperto i battenti il negozio in via Mincio. «Il primo a Milano con questo taglio. Tutte le 25o riviste hanno come tratto comune un forte apparato iconografico». E tra gli scaffali si trovano addetti ai lavori a caccia di ispirazione, dai grafici ai fotografi. «Un pubblico specifico, disposto a venire a cercarmi anche se non sono in centro». I magazine si possono acquistare o sfogliare. C’è chi arriva a colpo sicuro, per trovare un titolo che altrove è irreperibile e chi bussa alla porta di «Reading room» armato di curiosità. Per ora solo tre i giorni di apertura, dal giovedì al sabato. I progetti perla libreria si stanno sviluppando pian piano. «A settembre inizierò ad ospitare presentazioni di nuove pubblicazioni. Si parte con una rivista sul cinema asiatico e poi una di moda, in concomitanza con la Fashion Week». Merce selezionata e rapporto diretto col cliente sono i due binari su cui corrono le imprese librarie innovative. Ne è convinta Laura Busnelli, 5o anni, alla guida di «Cultora» con Francesco Giubilei, 26. A dodici mesi dall’avvio del negozio di via Lamarmora il bilancio è positivo. «Tutto nasce dal portale Cultora.it, dedicato a spettacolo, arte, letteratura. Nel dicembre 2015 la prima libreria a Roma, a giugno 2017 a Milano». Generalista e indipendente, Cultora propone autori di gruppi editoriali medi e piccoli e lavora in conto vendita, con un rapporto stretto con le case editrici. «Non dovendo pagare in anticipo i volumi e tagliando i costi dei distributori di libri abbiamo più libertà», spiega. Se un titolo non va, dopo tre mesi viene tolto dagli scaffali e lascia spazio a qualcos’altro. Arricchisce il menu un calendario di tre/ quattro presentazioni a settimana. «Ero commercialista, poi ho scelto di dedicarmi al mondo della carta — racconta Busnelli —. Ora il mio compito è aiutare i libri a trovare i lettori». Scommette sulle vendite tramite Internet invece spaziolibri.online. Al timone c’è Giulia Maselli, ex insegnante ed esperta di design che nel 2017, a 62 anni, ha scelto di chiudere il cerchio con l’editoria. «Sul nostro sito si possono trovare testi soprattutto di alimentazione, salute e gastronomia — dice la titolare —, poi è possibile riceverli a casa o passare a ritirarli in negozio». In base all’elaborazione di Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi sono 298 i punti vendita nell’area milanese nel primo scorcio del 2018, contro i 282 del 2017 e i 286 del 2016. Ripresa anche per gli addetti, passati da 3.040 a 3.186 in dodici mesi. «Il trend rappresenta un indicatore positivo — commenta il vice presidente Carlo Edoardo Valli — . La cultura è infatti alla base della crescita delle idee»

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