A Bruxelles Tria difende l’euro e le banche italiane

Economia e Diritto

Milano 23 Giugno –  Il Ministro dell’Economia Giovanni Tria ha fatto il suo esordio alla riunione dell’Eurogruppo lanciando un messaggio rassicurante sulla linea del governo italiano rispetto alla moneta unica, ribadendo una  continuità con il passato.  La posizione italiana e  le esortazioni dei vertici del Fmi nell’articolo di Beda Romano – Gianni Trovati per Il Sole 24 Ore.

Riunioni ministeriali europee, dedicate tra le altre cose all’uscita della Grecia dal programma di aggiustamento economico, sono state l’occasione ieri per il Fondo monetario internazionale di esortare i paesi della zona euro a rispettare la disciplina di bilancio. L’avvertimento rivolto (anche) all’Italia è giunto mentre il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio e il ministro dell’Economia Giovanni Tria hanno colto gli incontri di ieri per esporre ai partner il loro programma di lavoro.

Anticipando la pubblicazione di un rapporto tutto dedicato all’unione monetaria, la direttrice dell’Fmi Christine Lagarde ha esortato i paesi «in particolare quelli ad alto debito» a «ricreare cuscinetti di bilancio» in modo da essere pronti ad affrontare nuove eventuali crisi economiche. Nel contempo, ha avvertito che non è il momento di annacquare recenti riforme economiche. Ha poi incitato gli istituti di credito «a ridurre urgentemente lo stock di crediti inesigibili».

I tre avvertimenti sembrano rivolti all’Italia, tanto che a una specifica domanda se questa interpretazione fosse giusta, la direttrice dell’Fmi non ha negato: «Le mie considerazioni possono essere applicate a diversi paesi, non solo specificatamente all’Italia». Ha poi aggiunto: «Non conosciamo ancora quali politiche adotterà il nuovo governo (…) Vi sono state rassicurazioni sul fronte della disciplina di bilancio, ma notiamo come i mercati rimangano nervosi».

Parlando qui in Lussemburgo, la signora Lagarde ha poi annunciato che intende rivedere al ribasso le stime di crescita della zona euro, notando tra i rischi per l’economia sia le misure protezionistiche americane nel settore dell’acciaio e dell’alluminio, sia le sanzioni internazionali contro la Russia e l’Iran. «Non mi riferisco solo all’impatto negativo sulla fiducia, ma anche ai pericoli di escalation», ha spiegato in una conferenza stampa l’ex ministra delle Finanze francese.

La presa di posizione è giunta a margine di alcune riunioni ministeriali qui a Lussemburgo. Come è consuetudine per i nuovi esponenti politici, il ministro Tria ha presentato ai suoi omologhi le priorità economiche del nuovo governo, riprendendo i suoi recenti discorsi in Parlamento e davanti ai vertici della Guardia di Finanza. I partner dell’Italia sono stati rassicurati dalle posizioni assunte dal ministro, che ancora ieri ha affermato: «La linea del Governo è che l’euro non è in discussione».

«Difenderemo gli interessi italiani fino in fondo come è stato fatto in passato», ha aggiunto l’ex professore universitario, confermando «la continuità con le politiche del passato». Nel caso bancario, del resto, la continuità con le posizioni italiane degli ultimi anni si gioca in una chiave di braccio di ferro con la Germania e altri paesi della zona euro sul tema della condivisione dei rischi che sta complicando lo sviluppo dell’unione bancaria.

I principali dossier sono la riduzione dei crediti inesigibili, la nascita di una garanzia unica dei depositi, e il “tagliando” previsto per la direttiva sulle risoluzioni bancarie (BRRD). Roma rilancerà le indicazioni arrivate dal documento congiunto delle autorità di vigilanza Eba ed Esma (si veda ll Sole 24 Ore del 31 maggio), che chiedono di evitare risoluzioni e conversioni forzose a carico di titoli subordinati nel portafoglio dei piccoli risparmiatori per non mettere a rischio la fiducia nel sistema bancario.

Ieri a Lussemburgo vi era anche il vicepremier e ministro Luigi Di Maio, intervenuto al Consiglio Lavoro. «È un grande errore – ha detto dopo la riunione – ritenere che quando il ministro dell’economia Tria dice che il debito pubblico debba essere ridotto, non sta assecondando le proposte di Lega e M5S». «L’unica ricetta che non funziona è quella seguita negli ultimi anni, la quale ha fatto aumentare il debito pubblico e ha tagliato i servizi essenziali per i cittadini», ha aggiunto, sottolineando: «Se vogliamo ridurre il debito, abbiamo bisogno di investimenti, dobbiamo aumentare la domanda interna con il reddito di cittadinanza, e fare la riforma fiscale con la “flat tax”. Se riusciremo a fare questo, il debito pubblico calerà».

A Bruxelles, si ricorda che la flat tax è difficile da adottare in una grande paese come l’Italia, anche perché dovrebbe presupporre l’abolizione (impopolare) di molte deduzioni e detrazioni. Positiva invece è stata la commissaria al Welfare Marianne Thyssen: «Io baso le mie opinioni su quello che vedo e sento, e quel che ho sentito è un ministro pro-europeo, che promette di essere molto costruttivo nella relazione con l’Europa».

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