Giardini Montanelli e il “pericolo” glifosato

Milano

Sui Giardini Montanelli è scontro per i diserbanti. Da una parte il vicepresidente del Municipio 1 Elena Grandi, dall’altra Agiamo -Amici Giardini Pubblici Montanelli. Grandi ha contestato duramente la battaglia degli Amici per poter utilizzare il glifosato. Loro sostengono invece che sia una buona idea non dannosa per l’ambiente. Chi la dura la vince come si dice, qui abbiamo provato a riportare gli interventi delle due parti in causa. E’ comunque un bene che si discuta di un bene storico come i Giardini Montanelli.

“Nel 2015 il Comune di Milano ha deciso di sospendere l’utilizzo di glifosato e di diserbanti chimici per il trattamento delle specie infestanti. La rimozione delle infestanti avviene da allora solo con mezzi meccanici o con prodotti di origine naturale. La scelta è stata determinata dalla necessità e dalla consapevolezza di dovere preservare la salubrità della città, dei suoi spazi verdi e anche quella delle acque di falda che, dalle analisi di MM – Servizio Idrico Integrato, presentava residui di glifosato troppo oltre la soglia di guardia – ha scritto la vicepresidente su Facebook – Oggi stupisce spiacevolmente che l’Associazione Agiamo – Amici Giardini Pubblici Montanelli, molto attiva nella cura e nella tutela dei Giardini Montanelli, abbia anche solo immaginato di potere utilizzare un prodotto ad alta tossicità solo per evitare la crescita di erbe infestanti lungo le rizzate che delimitano le aiuole dei parchi. O per ridurre l’indubbio sforzo di mantenere in altro modo liberi da erbacce alcuni ambiti dei giardini. La richiesta di deroga ai regolamenti inoltrata a Regione Lombardia dall’associazione Agiamo e la successiva risposta positiva dell’ente sono quindi del tutto contrari alla scelta e alle regole del Comune che non potrà quindi consentire in alcun modo l’utilizzo di glifosato per il trattamento delle specie infestanti. – ha concluso Grandi – I nostri parchi sono luoghi di tutti, bambini, famiglie, sportivi, animali domestici e non. La nostra acqua è un bene prezioso, che tutti beviamo. Infine, i Giardini Montanelli sono un’oasi di biodiversità che deve essere tutelata. In ogni caso le normative nazionali riguardo all’uso di glifosato non lasciano dubbi sulla pericolosità di un simile prodotto”.

Gli attivisti però non sono convinti che sia un male (qui trovate tutto il loro intervento) “Osservando gli scarsi risultati prodotti da altri gruppi, prima di Orticola 2017, abbiamo preso atto che il “pirodiserbo” è inefficace (per non parlare del pericolo di incendi delle panchine o degli alberi e della produzione di CO2), così come lo è l’uso di aceto o, peggio ancora, dei sali industriali. Per tutte queste ragioni, e per curare come si deve questo Giardino, straordinario patrimonio storico, artistico e culturale della città, molto amato e frequentato non solo dai milanesi, ma anche da milioni di turisti da tutto il mondo, ci siamo dunque rivolti ad alcuni eminenti professori della Facoltà di Agraria per avere un suggerimento su come contrastare la crescita dell’erba. Lo straordinario risultato che abbiamo ottenuto è contenuto nel documento allegato con le relative prescrizioni che noi siamo certi sarà condiviso da tutti data l’assenza di controindicazioni. Le prescrizioni richieste da REGIONE LOMBARDIA per l’utilizzo del diserbante glifosato sono perfettamente compatibili con le caratteristiche dei Giardini Montanelli, e dei suoi orari, e sono: 1) Esecuzione del trattamento erbicida esclusivamente nelle ore di chiusura del parco; 2) Utilizzo di prodotti fitosanitari a base di Glyphosate aventi tempi di rientro massimi di sei ore; 3) Utilizzo per la distribuzione di attrezzature che distribuiscono il prodotto fitosanitario tal quale senza aggiunta di acqua”.

Milano Post

Milano Post è edito dalla Società Editoriale Nuova Milano Post S.r.l.s , con sede in via Giambellino, 60-20147 Milano.
C.F/P.IVA 9296810964 R.E.A. MI – 2081845

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.