Milan, che regali! La Juve non perdona. Tra Papere e autogol la coppa è bianconera.

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Juventus-Milan 4-0

Milano 10 Maggio – Un’ora di equilibrio, col Milan che aveva avuto qualche occasione in più della Juventus e tenuto il campo alla pari della squadra di Allegri.
I bianconeri la sbloccano con Benatia da calcio d’angolo e poi entrano in scena i 5′ minuti peggiori della carriera di Donnarumma.
Il portiere rossonero, dopo un paio di interventi importanti, sembra aver passato una saponetta sui guantoni e prima non trattiene un sinistro di Douglas Costa che finisce in porta, poi si fa scivolare dalle mani un colpo di testa debole di Mandzukic con Benatia che si avventa a scagliare il pallone in rete. Due errori clamorosi in 4′ minuti che un grande portiere di solito commette in un’intera carriera o quasi.
Se Donnarumma aveva ormai chiuso la partita con due papere, ci pensa Kalinic a sigillarla. Il croato stacca in area e con una gran spizzata di testa segna un bel gol, peccato che sia la porta sbagliata e la Juve si trova sul 4-0 senza nemmeno dover sudare.
Juve-Milan è tutta qui, o quasi, perché i meriti dei bianconeri ci sono e vanno naturalmente riconosciuti ma sono gli errori degli uomini di Gattuso a consegnare la Coppa Italia nelle mani della Juventus. Dei doni che ovviamente Allegri e la sua banda accettano volentieri.
Il tecnico rossonero dopo la partita ha parlato di troppa pressione, difficile però ricondurre tutto a questo, perché come già detto il Milan stava giocando una buona gara alla pari con la Juve, sono stati gli episodi, o meglio dire i regali incredibili dei rossoneri a compromettere la finale e a fissare un punteggio così largo.
Buffon quasi certamente smetterà a fine stagione, doveva essere la partita in cui il portiere della nazionale consegnava le chiavi della porta azzurra al suo erede Donnarumma. Dopo questa prestazione, il ruolo di portiere titolare della nazionale viene rimesso in discussione e d’altronde, non potrebbe essere altrimenti.

Analisi tattica.

Gattuso sceglie il solito 4-3-3 di fiducia e Allegri ripropone il 4-3-2-1 con Cuadrado terzino di spinta.
Nel primo tempo le squadre tengono bene il campo, stando attente a chiudere gli spazi per non farsi infilare. Baricentro più basso del solito per entrambe. I centrali rossoneri, specialmente Bonucci, hanno abbastanza spazio per impostare anche se il giropalla non viene forzato e la manovra è molto costruita.
Suso è spento e la catena di destra fatica a creare le solite occasioni, meglio la catena di sinistra con Calhanoglu e Bonaventura decisamente più vivi, i bianconeri però sono attenti a non farsi sorprendere tra le linee facendo densità nella propria trequarti, senza permettere le imbucate centrali che i rossoneri avevano fatto vedere nelle ultime gare.
Calabria e Kessie lavorano in coppia per impedire a Douglas Costa di sgroppare, infatti il brasiliano si concede qualche entrata in mezzo al campo per cercare spazio andando più vicino a Dybala.
I rossoneri portano il primo pressing con Cutrone accompagnato dalle mezzali, a destra però Cuadrado sale parecchio e a volte trova il corridoio libero per andare al cross, la Juve cerca spesso questa giocata sulla sovrapposizione del Colombiano.
Nel secondo tempo salta tutto dopo il gol di Benatia e le papere di Donnarumma, il Milan prova la reazione d’orgoglio andando vicino al gol tre volte senza pensare agli schemi, trova una volta il palo e nelle altre due un Buffon attento con un paio di ottimi interventi.

Occhio al contraccolpo psicologico.

Ora il Milan deve affrontare le ultime due gare di campionato contro l’Atalanta a Bergamo e la Fiorentina in casa.
Sfumata l’opportunità di entrare in Europa League tramite la vittoria della Coppa Italia, per i rossoneri diventano fondamentali le ultime due giornate al cardiopalma. L’Atalanta è in formissima e la Fiorentina sta esprimendo un ottimo calcio.
Quello che Gattuso e i suoi devono fare è rialzare subito la testa dopo la batosta contro la Juve e il nemico principale è nella propria mente. Si, perché dopo certe sconfitte può arrivare un tracollo mentale deleterio ed è questo che i rossoneri devono assolutamente evitare.
Gattuso lo sa e si augura di riuscire a far arrivare il messaggio anche ai suoi giocatori. Il più in fretta possibile.

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Andrea Mutti

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