Lezione per Milano dalla fiera di Rho: servono più Saloni e meno barconi

Milano

Milano 25 Aprile – I numeri segnano un crescendo inesorabile da anni. Ma il successo dell’edizione appena conclusa del Salone del Mobile, accompagnato dall’esplosione del «Fuorisalone» in decine di quartieri della città, ha raggiunto proporzioni inattese anche per i più ottimisti. Dalle presenze alla fiera di Rho, dove le aziende italiane hanno messo in vetrina prodotti di eccellenza, alla movida diffusa a macchia d’olio da piazzetta Reale a Lambrate. Dallo spettacolo del Teatro Gerolamo alla meraviglia delle installazioni accolte dalla Statale.

Aziende, creativi e istituzioni hanno giocato di squadra: il risultato è un nuovo salto nel futuro di Milano, che dopo l’Expo sta moltiplicando le occasioni per attirare operatori e visitatori da tutto il mondo. In principio era la Settimana della Moda: adesso ci sono il Design, la Fiera del libro (scommettiamo che esploderà nel giro di 5 anni?), «Piano City» e chi più ne ha più ne metta. Arte, musica, impresa. La città, grazie anche alla scintilla dell’Esposizione universale, sta accelerando.

Ecco perché, davanti a uno spettacolo come quello terminato domenica, risultano ancor più stridenti i feticci ideologici sbandierati dalla sinistra milanese. Tra meno di un mese arriverà la seconda marcia per chiedere più immigrati, ad agosto è previsto il trasloco del barcone dei profughi a Città Studi, mentre il Pd non perde occasione per attaccare la Regione contraria all’accoglienza indiscriminata degli immigrati. La Milano del Salone è aperta al mondo, orgogliosa, internazionale, laboriosa, pronta a mettersi in gioco. Ha mostrato a tutti il suo volto migliore. Non deve perdere tempo per sventolare le bandierine del suo sindaco.

Massimo Costa (Libero)

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