Fuga da via Victor Pisani, negozi ostaggio dei barboni

Milano

In zona Centrale è allarme dei pochi commercianti rimasti: «Tra scippi, furti e auto scassinate, i clienti preferiscono non venire più»

Milano 6 Aprile – La domanda è semplice e suona abbastanza retorica: potrebbe esserci un imprenditore intenzionato ad aprire un’attività dove altri (lì da anni) fanno baracca e burattini e se ne vanno? Secondo la sinistra al governo della città si. Tanto che il Comune, insieme a Grandi Stazioni Retail, nelle scorse settimane ha Ianciato il progetto “Cantiere Centrale”: nuovi bar e nuovi negozi per combattere il degrado dell’area. Peccato, però, che basta farsi due passi dalle parti di piazza Duca d’Aosta e via Vittor Pisani per accorgersi che una decina di commercianti hanno alzato bandiera bianca e hanno abbassato la saracinesca.

I motivi non sono difficili da capire. E le associazioni di categoria lo ripetono da tempo. I clienti si sono ridotti al lumicino, perché attraversare la piazza della stazione – soprattutto a certi orari – è impresa che in pochi si prendono il lusso di compiere. Tra i profughi africani che bivaccano notte e giorno in mezzo alle aiuole e chi tra loro si guadagna da vivere spacciando droga. Per non parlare di quando le forze dell’ordine si azzardano a entrare in azione per cercare di tamponare la piaga e gli immigrati vanno in escandescenza e trasformano il piazzale in un campo di battaglia come è accaduto settimana scorsa. Lavorare in queste condizioni, dunque, non può che diventare difficile. Se si considera che anche i portici di via Vittor Pisani, la lunga arteria che dalla Centrale porta in piazza della Repubblica, di notte diventano l’albergo abusivo di centinaia di clochard. Quando cala il buio e gli uffici si svuotano qui attorno non passa più nessuno. «Di clienti se ne vedono pochi. Hanno paura a muoversi, ed è normale che sia cosi. Gli scippi, i furti, o le macchine sfondate non fanno più nemmeno notizia. Di sera, questa diventa una zona fantasma. E gli incassi non possono che diminuire», ammette sconsolato un esercente della via. Lui, come gli altri che resistono, ogni mattina è costretto a prendere lo straccio e a pulire davanti all’ingresso del suo locale per ripristinare le condizioni igienico-sanitarie negli spazi esterni, trasformati in bagni pubblici durante la notte. E pensare che il quartiere avrebbe tutte le carte in regola per diventare un punto fermo della movida milanese, cosi co me lo sono diventati corso Como e i Navigli. Ma i turisti che dormono negli alberghi vicini, tra cui alcuni di lusso, quando escono per cena non fanno nemmeno un passo a piedi. Chiamano il taxi e si fanno portare altrove. Mentre i commercianti cercano di far quadrare i conti senza vedere la luce in fondo al tunnel.

All’attacco dell’amministrazione comunale, Riccardo De Corato (Fdi), assessore alla Sicurezza di Regione Lombardia: “L’ennesima riprova che Sala vive fuori dal mondo è che da una parte lui invita i commercianti ad aprire negozi attorno alla Stazione Centrale e dall’altra quelli che già c’erano hanno chiuso. Non che possiamo dar torto ai commercianti che hanno gettato la spugna: clochard che dormono sui marciapiedi, immigrati che usano aiuole e muri come toilette, vomito, sporco, puzza, mancanza di sicurezza. E di contro proliferano i venditori abusivi, che riempiono la piazza”. Secondo l’ex vicesindaco di Milano la parola d’ordine non può che essere sicurezza: “Sala, dopo due anni, ancora non ha capito i problemi della città e invita i commercianti ad aprire nuovi esercizi per combattere il degrado attorno alla Stazione. In pratica vorrebbe far fare agli altri il lavoro che dovrebbe fare lui e non si occupa minimamente del destino a cui vanno incontro i negozianti che aprono lì”.

Massimo Sanvito (Libero) 

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