Per Gori “Legge regionale sbagliata”, si alle moschee.

La contrarietà ai vincoli e il programma sulla laicità: orientamenti religiosi da non violentare a uso elettorale

Milano 14 Gennaio – Che fine farà la legge regionale sulle moschee? Il tema non è di poco conto, considerato che la legge 2/2015, più nota come «legge antimoschee», è stata una dei punti qualificanti dell’azione di governo del Pirellone negli ultimi 5 anni. Il risultato, i «Principi per la pianificazione delle attrezzature per servizi religiosi»non sono mai stati messi in discussione nel centrodestra ed è impensabile che possa smontarli il candidato Attilio Fontana, leghista moderato sì, ma pur sempre leghista e deciso a «proseguire il lavoro» dell’ultima legislatura. Neanche i centristi peraltro hanno mai tentennato, neanche quando la legge era sottoposta al fuoco di sbarramento del centrosinistra, che in Lombardia attaccava Maroni e a Roma la faceva impugnare dal governo davanti alla Consulta. A conferma di questa ostilità, annunciando l’impugnazione, il segretario del Pd Alessandro Alfieri parlava di un’iniziativa «ideologica e populista». E cosa succederà alla legge antimoschee in caso di vittoria di Giorgio Gori e del Pd? Al momento, nel sito elettorale di Gori si può trovare solo un passaggio dedicato al tema «Laicità e legalità», «Laicità di una Regione -si legge -vuol dire trattare tutti i cittadini in modo uguale, rispettando i diversi orientamenti religiosi o culturali, e non violentandoli ad uso elettorale». Meno generico il vero e proprio programma che Gori aveva messo appunto per le Comunali del 2014 a Bergamo. Nel capitolo «Città e nuovi cittadini»si cita «l’impegno a favorire la piena espressione della libertà di culto, sancita dalla Costituzione». E ancora: «La localizzazione di nuovi servizi dedicati dovrà essere determinata, in sede di revisione del Pgt, con la finalità di consentirne la migliore accessibilità, evitando situazioni e aree che possano determinare disagi». E in effetti Gori è stato di parola: una volta eletto ha mantenuto l’impegno, confermando di voler dotare la città di un luogo di culto. Con l’ap-provazione della legge regionale, Gori ammise che le cose si complicavano. «Oggi, da sindaco, non ho cambiato idea diceva nel resoconto dell’Eco di Bergamo su un incontro organizzato dall’ Arei nel marzo 2015. Ma abbiamo un ostacolo in più, ora, che è questa legge sgangherata e pretestuosa sui luoghi di culto varata dalla Regione». «Nonostante la legge “pasticcio” -si legge ancora nella cronaca -Gori e la sua giunta andranno avanti nell’iter per la realizzazione di una moschea a Bergamo». Due le opzioni indicate: «Avviare un percorso che segua passo passo l’attuale normativa, e questo ci rallenterà molto, o contare che l’impugnativa davanti alla Corte costituzionale vada a buon fine». L’impugnazione non è andata a buon fine e intanto un vero e proprio pasticcio è scoppiato nel mondo islamico, con tanto di denunce e con un giallo sui fondi, 5 milioni provenienti dalla Qatar Charity Foundation per quello che avrebbe dovuto essere «un luogo di culto tra i più importanti d’Italia».

Alberto Giannoni (Il Giornale)

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2 pensieri riguardo “Per Gori “Legge regionale sbagliata”, si alle moschee.

  • 14 gennaio 2018 in 13:24
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    Gori e Sala che accoppiata di radical chic senza un vero perchè, almeno verso i cittadini italiani.
    Entrambi, comunisti dell’ultima ora e sicuramente rossi al fine di poter scalare posizioni in politica in un momento favorevole alla sinistra, sono impregnati di falso buonismo, proni verso tutto ciò che riguarda gli islamici dimenticandosi sistematicamente, almeno il Sala per certo, dei poveri italiani e di avere un minimo di italianità e patriottismo. Se in mezzo ai due ci posizioniamo poi Renzi cantastorielle il terzetto diventa un quadretto drammatico per la parte del paese non allineata o non coinvolta in qualche furbata a cui la sinistra è avvezza, ma molto avvezza come abbiamo potuto constatare più volte dal 2012 ad oggi.

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  • 14 gennaio 2018 in 17:41
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    A proposito di moschee/islamismo mi è sorto un dubbio relativamente alla sinistra italiana di cui Gori e altri compagni sindaci fanno parte. Probabilmente queste persone così abbarbicate all’islamismo a tutti i costi si sono dimenticate o non sanno che nel XVII secolo in Europa è avvenuto un fatto per loro di sinistra, probabilmente, strano. Infatti durante il secolo XVII è scaturito in Europa un movimento culturale filosofico denominato “illuminismo”, cioè una forma di pensiero atta ad illuminare le menti degli uomini e donne ottenebrate dall’ignoranza e dalla superstizione servendosi all’uopo della critica, della ragione e dell’apporto della scienza. Questo non è avvenuto ancora in nessun paese arabo.
    Ora, senza voler entrare nello specifico della filosofia dell’illuminismo che ha portato in Europa una ventata di pensiero rivoluzionario e di nuova civiltà, mi chiedo cosa nasconda questa sinistra italiana dietro alla volontà di voler far mettere le radici nel nostro paese all’islamismo che dall’illuminismo è ancora molto lontano. Del resto non potremo essere sicuramente noi italiani a illuminare l’islamismo perché molte zone dell’Italia hanno un illuminismo molto scadente.
    Di una cosa ormai vi è certezza che tutta questa volontà di islamismo e moschee nasconda una valanga di interessi per la sinistra, ma non solo. Ma gli italiani cosa avranno capito nel merito tenendo conto della scarsa lungimiranza, scadente illuminismo e memoria breve però sempre interessati a trovare il modo di raffazzonare di tutto.

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