Milan travolto a Verona. Un grave passo indietro.

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Verona-Milan 3-0

Milano 18 Dicembre – Il Verona restituisce al Milan i tre schiaffoni presi mercoledì in Coppa Italia, i rossoneri escono con le ossa rotte dal Bentegodi. Gattuso aveva messo tutti in guardia sui rischi di questa sfida, ricordando anche quanto sia storicamente maledetto questo campo per il Diavolo. Non è servito. Il Milan perde, facendo registrare un brutto passo indietro dopo le belle cose viste nelle ultime due incoraggianti partite.
25′ minuti di corrida, in cui il Milan va più volte vicino al gol salvo poi subirlo alla prima occasione, bastano per far perdere serenità alla squadra di Gattuso che poi si innervosisce e prova a recuperare ma lo fa con confusione, perché la squadra è fragile, per stessa ammissione di Gattuso e non riesce a reagire in maniera compatta alle difficoltà.
Viene ormai messo in discussione anche l’operato estivo di Mirabelli, si dice che siano quelli dell’anno scorso a tenere in piedi la baracca, in parte è vero, ma è durata un paio di partite, perché tra vecchi e nuovi, a Verona affondano tutti. Romulo sulla fascia destra sembrava Cafù e Caceres su quella sinistra pareva Serginho. Bonaventura dopo tre buone prestazioni è tornato a toccare la palla 7-8 volte e a tenerla oltre i 10 secondi prima di scaricarla, riuscendo così a rallentare anche la rotazione terrestre. Kalinic ancora una volta deludente e sciupone, matita rossa su quel rigore in movimento ciabattato, anche Suso stecca sprecando occasioni semplici per il suo mancino.
Non ci sono colpe solo di alcuni per carità, le colpe sono di tutti visto che non si salva nessuno, compreso il mister che forse a Verona non ha fatto tutte le scelte giuste.

Racconto e analisi tattica.

Milan ancora in campo col 4-3-3, si capisce fin da subito che c’è da battagliare e inizialmente gli uomini di Gattuso non si tirano indietro davanti all’aggressività del Verona, nasce così un primo tempo molto nervoso, anche per colpa dell’arbitro Orsato che lascia troppo correre su alcuni contatti duri di inizio partita, i giocatori si scaldano e si sfiora la rissa un paio di volte.
Il baricentro del Verona è molto basso, il Milan schiaccia gli scaligeri pur non avendo un ottimo giropalla, le verticalizzazioni chieste da Gattuso creano qualche scompiglio nella difesa gialloblu ma il Diavolo non ha mai la freddezza e la precisione giusta per trasformare le occasioni. Il Verona non riesce mai a ripartire per il pressing rossonero, che nonostante non sia preciso, risulta comunque efficace costringendo i veronesi a buttare il pallone. Al minuto 25′ però, è l’Hellas ad andare in vantaggio dopo una serie di palle gol rossonere. Calcio d’angolo, in area saltano le marcature e Caracciolo trova una fucilata di testa che non lascia scampo, Donnarumma forse poteva fare di più, uscendo con i pugni invece che restare sulla linea di porta, visto che l’incornata è avvenuta nell’area piccola.
Il Milan prova a raddrizzarla ma la reazione è confusionaria e il pari non arriva nonostante i numerosi tentativi.
Secondo tempo che inizia con Cutrone al posto di Rodriguez e Borini dirottato a fare il terzino sinistro. Subito un paio di occasioni per i rossoneri, ma a segnare è ancora il Verona con Kean, che in area tutto solo trasforma in gol un cross basso dalla sinistra.
Fuori Kalinic dopo l’ennesima prova deludente e dentro André Silva, deluderà anche lui.
Gattuso si sgola dalla panchina per urlare a Bonaventura di allargarsi a sinistra ma non viene ascoltato.
Il Milan si riversa completamente nella metà campo veronese cercando di riaprire la partita ma continua a fallire le occasioni, il Verona sfrutta alla perfezione una ripartenza, Romulo imprendibile sulla destra mette in mezzo per Bessa che deposita alle spalle di Donnarumma. Contropiede difeso malissimo. 3-0.
Suso e compagni continuano a cercare il gol che non arriva, si conteranno trenta tentativi a fine gara, arriva però l’espulsione dello spagnolo, Orsato consulta il VAR e decide che il cartellino rosso è quello giusto per punire il pestone che Suso rifila a Verde. Fischio finale.

Un passo avanti e due indietro.

Ormai si è capito, a meno di eventi clamorosi la stagione del Milan è questa. Un altalena di risultati che fa venire il mal di stomaco ai tifosi rossoneri, una partita giocata bene e l’altra da mani nei capelli. Dopo la crescita sia fisica che tattica delle ultime gare, ci si era illusi di aver trovato la via giusta su cui lavorare, la partita di Verona invece toglie anche quelle minime certezze che si erano create facendo sprofondare gli umori a Milanello.
Ora si fa a gara per incolpare questo e quello. La colpa è dei cinesi che non ci sono, la colpa è di Mirabelli che ha sbagliato gli acquisti, la colpa è dei giocatori, la colpa è di Montella, la colpa è dell’ex preparatore atletico Marra.
Probabilmente la colpa è un po’ di tutti, chi più e chi meno sono tutti responsabili, affibbiare le colpe però non risolverà i problemi, bisogna finirla questa annata storta, l’ennesima, e bisogna farlo cercando di raccogliere il massimo, dando tutto nelle coppe, il derby può ancora cambiare gli umori, anche se prima c’è da affrontare l’Atalanta che in questo momento è durissima. Bisogna dare continuità al progetto portato da Gattuso, altrimenti si commette lo stesso errore di Montella che ha smantellato tutto dopo la sconfitta contro la Lazio alla terza giornata, per poi non trovare più il bandolo della matassa. Bisogna mantenere il modulo e portare avanti il progetto con i 14-15 giocatori da considerare titolari. A fine stagione poi si tireranno le somme e si faranno i conti. Nel frattempo basta con le scuse a fine partita, perché ormai i tifosi delle scuse non sanno più che farsene.

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Andrea Mutti 

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