Estate in giallo per il caldo nei parchi e giardini della città: mancano impianti fissi di irrigazione

Milano

Milano 29 Agosto – Chiazze gialle a macchia di leopardo o vere e proprie distese grigie di erba secca. Il verde di Milano, sotto i colpi di un caldo che per ora non molla la presa, ha perso il suo colore originario, ed è una delle vittime di questa estate di siccità.

Ovunque, dai più curati giardini del centro ai parchi di periferia, lo spettacolo è lo stesso: sotto alle piante rigogliose del Bosco Verticale, in via De Castillia, spicca il prato rinsecchito dei giardinetti; al parco Sempione il manto erboso in alcuni punti sembra terra battuta; stessa cosa nel centrale Largo Marinai d’Italia (zona corso XXII Marzo), al parco Baden Powell (vicino ai Navigli) e ai giardini delle Crocerossine di via Inganni.

Gli impianti di irrigazione del verde non sono previsti per tutte le aree della città e non tutti i prati vengono bagnati con le botti. Lo spiega il consorzio Miami, la ditta che da maggio gestisce in appalto per conto del Comune la manutenzione del verde cittadino: “Le bagnature con le botti, attualmente una ventina, sono previste per le specie piantate negli ultimi tre anni” mentre per quanto riguarda l’erba, l’irrigazione è portata avanti soltanto “con la messa in funzione degli impianti esistenti” che non coprono tutti i parchi, soprattutto le grandi aree di periferia. Le mancate bagnature però, spiegano dal Consorzio, “non compromettono la sopravvivenza dei manti”. In sostanza, spiega l’azienda, è solo un effetto estetico, perché l’erba “con le prime piogge tornerà ad essere verde”.

“E’ fisiologico che in un’estate come questa, soprattutto dove non ci sono impianti di irrigazione, l’erba sia secca”, spiega l’assessore al Verde Pierfrancesco Maran. Ma non tutti sono d’accordo. Per Enrico Fedrighini, assessore all’Ambiente nel Municipio 8, il problema è a monte: “I ritardi di questa primavera nel taglio dei prati, dovuti al cambio di gestore, hanno fatto sì che il terreno non assorbisse l’acqua piovana. Quei 30 – 40 centimetri di erba alta, in un periodo in cui qualche pioggia c’è stata, sono stati una mazzata”. Ed è sulla prevenzione che bisogna puntare, conclude: “Ormai, con le previsioni meteo a lungo termine che abbiamo a disposizione oggi, si possono programmare le innaffiature con un certo anticipo”. Per il presidente della commissione Ambiente di Palazzo Marino, Carlo Monguzzi, bisogna “smettere di considerare il verde come un semplice orpello, quando invece dovrebbe essere un elemento fondamentale della città. L’erba gialla non è un problema estetico, ma di incuria. Estati così calde saranno all’ordine del giorno e bisogna organizzarsi meglio”. Ma come? Più che con bagnature- tampone, con pianificazioni a lungo termine.

Silvio Anderloni, direttore del Bosco in Città, dà la sua ricetta: “Pensare di bagnare i parchi con le botti è impensabile, perché in questo periodo, per tenere irrigato un prato, servirebbero 6 millimetri di acqua tutti i giorni, così come installare impianti di irrigazione ovunque costerebbe troppo”. Due cose si potrebbero fare: “Bisogna da un lato aumentare landotazione di sostanza organica dei terreni e smuoverli periodicamente dove sono molto calpestati, dall’altro pensare ad irrigare con i canali, come si fa in agricoltura. Ad esempio il parco Lambro e il Forlanini potrebbero essere serviti dal Naviglio Martesana. Non arrendiamoci alle estati torride, ma pianifichiamo meglio. Anche perché un verde irrigato è un verde più sano, sia per gli animali che per i bambini e le persone che animano i parchi di Milano”.

Federica Venni (Repubblica)

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