Milano 8 Agosto – I dati sono inequivocabili, il Pil pro capite è di 45 mila euro, quasi il doppio della media nazionale (24 mila euro), ospita circa tremila multinazionali, un terzo di tutte quelle presenti in Italia, che impiegano quasi 300 mila dipendenti, la disoccupazione giovanile è al 22 per cento contro la media nazionale del 35, le transazioni immobiliari crescono del 20 per cento ogni anno, dal 2010 al 2015 sono arrivati 7,3 milioni di turisti, con una crescita superiore a quella di Parigi e Londra, e nelle grandi città europee. E le cifre non tengono conto di Expo.
Basta buttare un occhio alla nuova Piazza Gae Aulenti, ormai simbolo della metropoli, centro direzionale che ha preso il posto del vecchio luna park le Varesine. Oggi sembra solo un brutto ricordo quella giostra di alti e bassi che ha caratterizzato negli ultimi decenni Milano tra crisi degli anni ‘90 e Tangentopoli fino al quasi default italiano del 2008-2014 partito con un calo netto, -1,2% del Pil.
Oggi qualcuno bisbiglia rinascimento, altri parlano di riscatto di una città che dopo molti freddi e umidi inverni è tornata a riaprirsi al mondo.
Ma a cosa dobbiamo questa rinascita? Tra tutte le voci, quello che salta più all’occhio è sicuramento il comparto turistico perché 7,3 milioni di turisti sono davvero tanti. E se da un lato c’è chi rimpiange le vecchie Varesine o la Stecca degli artigiani dove ora si ergono le opere di Boeri, che perché no potevano conservarsi magari sulla base di altri progetti architettonici, sicuramente il clamore suscitato dalla “nuova immagine” di Milano, tra grattacieli, ponti e boschi verticali si è giocata le sue carte. E con discreti risultati.
Ma tornando ai turisti, stranieri e nazionali, le visite non sono state solo di piacere ma anzi e in gran parte legate al business. Il respiro internazionale assunto dal capoluogo lombardo ha inevitabilmente intercettato nuovi giri di affari e quindi i viaggi di lavoro sono decisamente una delle voci che ha fatto lievitare il Pil. Non sempre poi i meeting si svolgono nella city, spesso, per comodità gli uomini di affari prediligono l’area fiere di Malpensa e Rho e la vicinanza all’aeroporto. Ecco perché sono nati Hotel come il MO.OM con servizi su misura per questo tipo di permanenze.
Anche la moda e il design giocano un ruolo decisivo in questo quadro, infatti sono cresciuti gli appuntamenti del settore e sono nate nuove realtà ed esso dedicate. Non in ultimo, anzi probabilmente tra i primi posti, va citata infine la crescita annuale del 20% relativa alle transazioni immobiliari.
Insomma, ci troviamo di fronte ad una sorta di Rinascimento milanese? Forse è proprio il caso di dirlo
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