Cappato sarà, finalmente, processato

Politica

Alla fine di questa vicenda, o del primo capitolo della stessa, quasi tutti i protagonisti sono felici. Parliamo del rinvio a giudizio coatto di Cappato, possibilmente reo per il Gip di omicidio del consenziente in relazione alla nota vicenda di Dj Fabo, quando il Radicale aveva portato a morire il musicista. Sono felici, si diceva, l’imputato, che userà il processo per, con le sue parole attaccare “una legge fascista”, sono felici i cattolici, che finalmente vedono presa sul serio una norma a tutela della vita. Dovremmo essere felici anche noi liberali, en passant, e per motivi più complessi che ora spiegherò e che nulla c’entrano con il presunto reato in sé. Ma che hanno molto a che fare, direi moltissimo, con gli unici che hanno perso in questa vicenda, cioè i PM di Milano. La procura, infatti, aveva chiesto l’archiviazione, in quanto, a loro dire, l’atto umanitario di Cappato non era penalmente rilevante. La medesima vicenda, negli stessi termini, si è verificata per il caso Welby. Anche in quel caso la procura chiede di non procedere, anche in quel caso il Gip incrimina coattivamente. Ed alla fine si decide di non doversi procedere. Ma, anche là, il giudice sottrae la materia ai PM.

Non è un elemento secondario. È la difesa dell’ultimo lembo di civiltà in un sistema che scivola di giorno in giorno verso l’arbitrio più nero. Se qualcuno muore non può essere il PM a farsi arbitro. Non si può evitare il dibattimento e non si può scappare da una corte che nomini i periti. L’intero sistema impone di fermarsi e riflettere, approfondire ed indagare. E non si lascia al PM il diritto di concedere licenze di uccidere. Per cui, anche da liberali, possiamo gioire. Nonostante tutto, all’individuo viene concessa una forma extra di garanzia post mortem. E qui, si biforcano le strade. Tra i cattolici di stampo radicale, che vorrebbero una legge per rendere i Cappato un servizio. Magari pubblico ed a carico della collettività. Ed i liberali conservatori. Che pensano che James Bond sia un bel film ed una pessima realtà.

Io appartengo al secondo gruppo e credo, fortemente credo, che i Caronte, gli psicopompi che portano a morire i pazienti, non siano un’evoluzione. Siano un triste ritorno al passato. Queste figure, peraltro, sono sempre esistite. Ma non sono mai state celebrate. Oggi, invece, godono di una travolgente popolarità. Sembra quasi che, in un’epoca in cui la tecnica ha iniziato a vincere contro la morte, la società ne sia diventata improvvisamente nostalgica. Di sicuro, e vorrei farlo presente a tutti, se passasse la legge sul testamento biologico, Cappato non ne uscirebbe giustificato. A lui non interessa più la sospensione delle cure per i malati. E’ oltre. Vuole la soppressione del consenziente. Che, a mio modesto avviso, è l’anticamera della soppressione umanitaria del non consenziente. Insomma, per ogni Dj Fabo ci sono innumerevoli Charlie Gard in agguato. Voi davvero sareste disposti a rischiare?

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