E’ l’ora del grande fratello fiscale

Economia e Diritto

Milano 2 Luglio – Ci siamo. Dal 1° luglio entra in vigore la nuova norma relativa al pignoramento del conto corrente per i debiti fiscali. L’Agenzia delle entrate potrà intervenire senza chiedere il permesso di un giudice. Il prelievo forzoso riguarderà non solo imposte e tributi ma anche le multe non pagate. Al Grande Fratello non sfuggirà più nulla. “Le norme che regolano la procedura di pignoramento diretto sono in vigore dal 2005”, è stato chiarito in questi giorni per arginare le protese. Tuttavia per il momento Equitalia ha necessità di chiedere all’Agenzia delle Entrate le informazioni sul contribuente e attendere un riscontro prima di attivare la procedura. Con la scomparsa di Equitalia, non ci sarà più questo passaggio e i tempi del prelievo diventeranno molto più rapidi. L’Agenzia delle Entrate con l’accesso ai dati dell’Anagrafe tributaria e dell’Inps potrà procedere velocemente al pignoramento di stipendi, pensioni e conti correnti. La procedura prevede il prelievo forzoso se una cartella esattoriale non viene pagata entro 60 giorni dalla notifica. Secondo la procedura l’Agenzia delle Entrate potrà inviare direttamente alla banca l’atto di pignoramento ancora prima di notificarlo all’intestatario del conto. Il quale avrà altri 60 giorni per regolare i suoi conti. In caso non lo faccia, scatterà il pignoramento automatico. Anche sulle multe per divieto di sosta.

Questa norma rappresenta una vistosa alterazione dei rapporti fra i cittadini e lo Stato. Nessuno, ovviamente, vuol difendere gli evasori. Tuttavia è chiaro lo squilibrio. Lo Stato si è preso il diritto di intervenire subito e saltando il tribunale. Ovviamente non offre alcuna reciprocità. Basta pensare alle lentezze con cui funziona il recupero dei crediti fiscali oppure il ritardo nel pagamento dei debiti da parte della pubblica amministrazione. E ricordatevi sempre che lo Stato paga al contribuente solo il 2% di interessi dopo i primi sei mesi di ritardo, mentre impone il 3,5% di interesse su quanto il contribuente gli deve dare. Una differenza che dice tutto del fisco asimmetrico a vantaggio dello Stato. Ma anche del fatto che per l’amministrazione finanziaria gli italiani restano dei sudditi da spremere.

Ernesto Preatoni blog

In pratica cosa cambia da lunedì per chi ha una cartella (dal Sole 24 ore)

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