L’arte della patata a Bruxelles

Esteri

Milano 25 Giugno – Ecco un esempio dell’Europa che non ci piace. Un’Europa che dovrebbe essere diversa e che invece si occupa di problemi marginali come la curvatura dei cetrioli, la lunghezza delle banane o il diametro delle vongole.

L’ultima alzata d’ingegno della burocrazia di Bruxelles riguarda le patatine fritte. Ma non fritture qualsiasi bensì le “frite” che rappresentano una delle (poche) specialità della cucina belga. Quello che la rende famosa è la doppia frittura: prima da cruda, per ammorbidire l’interno, poi da cotta, per dorare l’esterno. Una frittura che spesso avviene nel grasso bovino con un profumo che rappresenta una delle caratteristiche di ogni strada belga. E, per la serie chi la fa l’aspetti, è arrivata proprio da Bruxelles, la proposta di cambiare il metodo di preparazione obbligando la bollitura delle patate prima di buttarle in padella. La norma servirebbe a evitare la formazione dell’acrilamide, un composto considerato dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, cancerogeno e dannoso per i bambini.

Tra gli alimenti a rischio, il testo al vaglio della commissione fa esplicito riferimento, oltre che alle patatine fritte, anche a biscotti, patate arrosto, crackers, porridge e addirittura caffè. Apriti cielo: sulle patatine il ministro belga del Turismo Ben Weyts è andato su tutte le furie e presa carta e penna ha scritto al commissario europeo delle politiche alimentari Vytenis Andriukaitis in toni ultimativi: «Di fatto, bandirebbe le patatine fritte che sono un patrimonio nazionale insieme al cioccolato, e danneggerebbe la nostra tradizione gastronomica». La Commissione ha immediatamente abbassato i toni parlando non tanto di «bando» ma piuttosto di una tutela per i consumatori. «Nessuno vuole eliminare le patatine belghe ». ha fatto sapere un portavoce della Ue (chissà se anche lui ghiotto di frite). «Vogliamo però fissare delle regole per obbligare gli operatori della ristorazione e dell’industria a ridurre l’acrilamide nel cibo, nel rispetto delle tradizioni culinarie di ogni Paese dell’Unione care anche al presidente della commissione Jean Claude Juncker». Il caso, comunque è scoppiato. È un bel conflitto diplomatico sulla patata fritta. Che ve ne pare?

Ernesto Preatoni blog

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