Caro Fedez, sono proprio comunisti col Rolex

Economia e Politica

Milano 25 Giugno – Caro Fedez, stai combattendo una battaglia contro il monopolio SIAE, portando finalmente alla luce una gravissima stortura di questo Paese e non so di nessuno che ti abbia detto grazie quantomeno per aver sollevato il problema. E non parlo solo dei tuoi colleghi artisti, parlo di tutti.

E’ facile definirti “antisistema” ma io non credo affatto che tu lo sia. Al contrario, tu sei sistema e fai sistema, basta vedere come gestisci social e i tuoi artisti; a fare le regole, però, vuoi partecipare anche tu, come accadrebbe  senza scandalo in una democrazia vera. Certo tu puoi farlo perché sei forte del potere che ti deriva dalla tua capacità di reddito e dal consenso, ma questo non è un male, anzi. Sbaglia chi crede ancora che i like non contino nulla. Certo non sei una mammola, e se stai portando avanti le tue ragioni è solo perché potente ci vuoi diventare tu, ma non è un reato essere ambizioso, ed è addirittura meritevole se con la tua ambizione aiuti anche gli altri.IMG_1104

Hai solo un problema di comunicazione. Certo sei bravo a coinvolgere, allerti informi spieghi cosa sta succedendo in tema di diritto di autore nella legislazione italiana come e più di un giurista o di un giornalista. Peccato però che Instagram Stories duri solo un giorno e Facebook uguale, sicché chi si perde qualche puntata poi non capisce bene cosa stai facendo e soprattutto cosa ti stanno facendo. Quindi ci provo io.

Circa un anno fa Fedez ha lasciato la SIAE ed ha affidato la gestione dei suoi diritti di autore a Soundreef, una società digitale privata di diritto inglese a capitale italiano. Come tutti sanno la SIAE è una società di diritto pubblico controllata dal governo e dal Ministero dei beni culturali che, tra le tante funzioni, ha anche quella di gestire in regime di monopolio i diritti economici derivanti dalle opere artistiche. In poche parole l’artista e l’editore ricevono le royalties a compenso dello sfruttamento dei diritti d’autore e dei diritti connessi solo attraverso la mediazione della SIAE, che incassa da chi sfrutta economicamente l’opera e poi con tempi lunghissimi e importanti trattenute, rigira il denaro ai titolari del diritto d’autore. Solo in due stati vige questo monopolio di stato, Italia e e la Repubblica Ceca. Fate voi.

Quello che Fedez non racconta, perché è troppo giovane per ricordarsene, è che nel 2011 la SIAE versava in condizioni di totale default, con un debito verso i suoi associati per oltre 800 milioni di euro, che gli associati più potenti si ribellarono, la società venne commissariata ed affidata dal governo di allora per l’ammodernamento e la risoluzione dei problemi prima ad un signore novantenne, Gianluigi Rondi, poi sostituito dall’allora settantenne Gino Paoli, che lasciò l’incarico per una indagine su incassi in nero e infine a Filippo Sugar, il più importante editore musicale che la dirige ancora ora. Un soggetto che gestisce e controlla l’ente pubblico che gli paga i suoi proventi. Se non è conflitto di interessi questo, ed in verità questo ultimo passaggio a Fedez, che è anche editore, non era sfuggito.

Attenzione, le perdite dichiarate da SIAE sono ancora altissime. Inoltre a seguito della riforma è diventato un ente che per regole di voto consente a poche major di decidere secondo i propri interessi. Le quote associative, inoltre, sono così alte che spesso superano gli incassi annuali degli artisti, che senza la SIAE però non potrebbero incassarli, in ragione del regime di monopolio.IMG_1107

Il dissesto di SIAE, nonostante il commissariamento e le riforme, è ancora altissimo e viene alimentato sempre dalla stessa fonte che lo ha provocato: il costo del personale, del fondo pensioni e della gestione in perdita del patrimonio immobiliare.

Nel frattempo, nel 2014, la direttiva europea Barnier ha liberalizzato per il territorio europeo i servizi di gestione collettiva del diritto d’autore e dei diritti connessi, cioè ha consentito ai titolari di questi diritti di affidarsi alle società in territorio europeo operanti nel settore senza alcun vincolo geografico. Quindi la direttiva non ha solo imposto la liberalizzazione del mercato della gestione dei diritti d’autore, ma ha anche consentito che l’artista possa scegliere liberamente la società europea che, secondo lui, lo tutela al meglio. Peccato che in Italia gli artisti e gli editori sono costretti a lavorare solo con SIAE.

Il Ministro Franceschini inizialmente si è schierato per un no deciso al recepimento della direttiva in Italia, fiero della nazionalizzazione del sistema statale-monopolistico. E’ quindi intervenuto il richiamo e la minaccia di sanzione da parte degli organismi europei, il Tribunale di Milano ha riconosciuto l’applicabilità della liberalizzazione in territorio italiano e quindi Fedez ha pensato… ecco che mi paga Soundreef.

Ed invece no. Il decreto legislativo che in Italia ha, infine, recepito la direttiva, ha confermato il regime di monopolio in capo a SIAE per quel che riguarda l’incasso delle royalties. Quindi artisti e editori possono non essere associati a SIAE ma i loro compensi li trattiene sempre SIAE.  Cosa è cambiato, quindi, per Fedez? Solo che, invece di girare le royalties a lui direttamente, SIAE le versa a Soundreef.

La differenza non è di poco conto sia per le trattenute SIAE che per i tempi di pagamento. Se Fedez ha cantato nell’aprile 2016 perché deve incassare dopo un anno? E soprattutto, a quei milioni di incassi trattenuti prima del pagamento da SIAE cosa succede? Come vengono investiti e perché SIAE è sempre in perdita, nonostante abbia la disponibilità di enormi giacenze di denaro per lungo tempo? Questi gli interrogativi che ha posto Fedez.

Fedez vorrebbe rivolgersi al Tribunale per vedersi riconoscere direttamente le royalties da Soundreef ma temo che gli abbiano spiegato che perderebbe la causa civile: la norma di recepimento è chiara e SIAE ha diritto di incassare anche le royalties degli artisti che non sono suoi associati. Il perchè è evidente: SIAE è un enorme carrozzone pubblico pieno di debiti, di stipendi da pagare, di immobili, affitti e manutenzioni. Se non entra più liquidità con gli incassi degli artisti  bisognerebbe tassare gli italiani ancora un pò perché SIAE, essendo un ente pubblico, non può fallire.IMG_1108

A questo punto il rapper si incazza, giustamente, perché in questo gioco dell’oca lo hanno rimandato nella casella di partenza e nel corso di una conferenza stampa se la prende con il Ministro Franceschini, imputandolo di connivenza con la SIAE in ragione del fatto che sua moglie, che è anche capogruppo del PD al comune di Roma, lavorerebbe nella gestione degli immobili SIAE. Il Ministro si indigna e sporge querela verso Fedez. Anche SIAE, a questo punto, si associa alla denuncia, così dimostrando che Fedez ha ragione e che i due soggetti viaggiano all’unisono.

Ora, che un Ministro della Repubblica arrivi a querelare il rapper Fedez è una cosa da cui bisognerebbe salvaguardare la Repubblica Italiana, soprattutto se il rapper tutti i torti non li ha.

Infatti la signora Michela di Biase è responsabile delle relazioni esterne – quindi tiene i rapporti con la politica, le società private, gli enti pubblici- per la Fondazione di una Holding la cui controllata Sorgente Società di Gestione del Risparmio SPA gestisce con due fondi proprio quelli gli immobili e quei fondi pensione della SIAE che sono, abbiamo visto, la ragione e l’origine di tutti i mali.

Non è proprio un conflitto di interessi diretti, è vero, ma l’opacità della situazione è evidente: se dalla funzione di tuo marito dipende la SIAE tu non ti fai assumere, nel 2016, dalla fondazione di una società che si occupa proprio di gestire quei cespiti che hanno portato la SIAE in rovina. Le buone regole, e il buon gusto, si applicano a tutti, non solo a chi sta dall’altra parte, Ministro e signora Franceschini.

E poi un politico, un ministro, non querela, suvvia, se gode a differenza di Fedez della immunità parlamentare per quel che dice nell’esercizio del mandato politico. Anche qui, buon gusto e rispetto dei ruoli. Un politico certe libertà non può prendersele, se gode a sua volta di giusti privilegi.

Qui torno a Fedez. Non ti scoraggiare e vai avanti. Questa battaglia ti costerà moltissimo denaro, come non ha mancato di sottolineare il Ministro … “i soldi Fedez li ha per risarcirmi”. Come se i tuoi soldi, Fedez, fossero già la tua prima colpa.

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Comunisti col Rolex, forse, ha fatto più male al sistema della guerra alla SIAE.

Se riesci a vincere passerai alla Storia di questo Paese per aver abbattuto il più grosso ed improduttivo carrozzone statale che si nutre degli artisti meno abbienti per alimentare un sistema di sprechi ingiustificato e ingiusto. Ti chiedo solo di non rovinare tutto facendoti strumentalizzare da qualche politico. Tanti anni fa avevamo i cantautori contigui al PCI, tu non allinearti a Grillo e non consentirgli di farsi pubblicità con il tuo lavoro.
Ricordati, se ti venisse la tentazione, che senza l’Europa tu saresti ancora un associato SIAE e che Grillo l’Europa non la vuole, o vuole prendersi solo quello che gli piace. Non cadere in contraddizione, anche se le contraddizioni ti piacciono tanto, perché la tua vittoria passa attraverso la tua libertà.
L’Italia salvata da te è l’ultima cosa che immaginavo di vedere, e non ho visto poco. Grazie comunque, Fedez.

MilanoMind

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