Ricordando il Signor G: Milano per Giorgio Gaber

Cultura e spettacolo

Milano 10 Aprile – A quasi 15 anni dalla sua scomparsa Giorgio Gaber continua a illuminare con il suo esempio artisti del genere più diverso, citato e celebrato, modello e ispirazione per tanti.

Massimiliano Loizzi per esempio, in «Io ed io. Una vita fatta di incredibili accadimenti» (al Teatro della Cooperativa, via Hermada 8, fino a domani, ore 20.30, dom. ore 17, 9/18 euro, teatrodellacooperativa.it): usa le canzoni del signor G per costruire una personale autobiografia «non autorizzata», come lui stesso dice, dove la sua vita si intreccia con la storia di un Paese e musiche e parole del cantautore.

Tra satira e poesia, musica e parole, riflessione e divertimento, secondo la miglior tradizione del teatro-canzone, il suo monologo con accompagnamento musicale (del maestro Giovanni Melucci, e di Stefano Fascioli al contrabbasso e Massimo Marcer alla tromba) è una specie di incontro-scontro generazionale, dove Gaber è il padre e Loizzi il figlio che molto in lui si identifica. Da cui il titolo.

E poi c’è l’annuale omaggio che la città – complice e artefice la Fondazione Gaber con il sostegno del Comune e della Regione – dedica al suo artista, «Milano per Gaber»: lunedì 10 apre la rassegna lo spettacolo «Gaber, io e le cose» di Maria Laura Baccarini (al Piccolo Teatro Grassi, via Rovello 2 , lun. ore 20.30, 10/15 euro, piccoloteatro.org).

L’attrice-cantante, accompagnata dal violinista Règis Huby, interpreta alcuni brani tra i più intimi e meno eseguiti del complesso mondo gaberiano. Per la Baccarini, acclamata dal pubblico italiano ed europeo (Francia, Scandinavia), questo è un ritorno sulla scena milanese e una sfida davanti a un pubblico così esigente quando si tratta di Gaber, ma attento a talento e sensibilità come le sue.

A seguire nel calendario «Milano per Gaber 2017»: dal 18 al 23 aprile Ale & Franz, con «Nel nostro Piccolo. Gaber, Jannacci, Milano», per poi passare al 2-4 maggio con, nell’ordine, «Far finta di essere G.» degli Oblivion Lorenzo Scuda e Davide Calabrese, «Canzone e Teatro Canzone» di Ivano Fossati, “Il Signor G e l’amore” di Rossana Casale.

Adriana Marmiroli (La Stampa)

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