Brexit, Gb attiverà la procedura il 29 marzo: si temono le conseguenze

Esteri

Milano 21 Marzo – Il meccanismo di avvio della Brexit scatterà il 29 marzo. Lo annuncia Downing Street, secondo la stampa britannica. E’ stato l’ambasciatore britannico a Bruxelles, Sir Tim Barrow, ad informare l’ufficio del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, della data scelta dalla premier Theresa May.

L’iter prevede la notifica ufficiale all’Ue tramite una lettera firmata dal primo ministro con la quale si dichiara l’intenzione della Gran Bretagna di uscire dall’Unione avviando quindi un negoziato della durata di due anni. “Siamo all’inizio del più importante negoziato per il Regno Unito nell’arco di una generazione”, ha affermato in una nota il ministro per la Brexit, David Davis.

Il portavoce della Commissione Ue, Margaritis Schinas, ha confermato che l’esecutivo “è stato informato in anticipo” dal governo britannico sull’intenzione di inviare il 29 marzo la lettera che invoca l’applicazione dell’art.50 per l’uscita del Regno Unito dalla Ue. “Siamo pronti a cominciare il negoziato” ha aggiunto specificando che “subito dopo” la Commissione pubblicherà le raccomandazioni per il negoziato e che il presidente Ue, Donald Tusk, convocherà un vertice straordinario per formalizzare il mandato negoziale per Michel Barnier.

Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha confermato con un messaggio tweet che “entro 48 ore dall’invocazione dell’art.50 da parte del Regno Unito, presenterò ai 27 la bozza delle linee guida” per il negoziato. Tusk giá in occasione del Consiglio europeo di due settimane fa aveva anticipato che sarebbe stato in grado di varare le linee guida entro 48 ore.

Crescono i timori di una disintegrazione futura del Regno Unito fra i potenziali effetti collaterali della Brexit. Lo conferma un sondaggio realizzato dell’istituto Opinum per l’Observer, il domenicale del progressista Guardian, secondo cui il 54% dei britannici ritiene che questa eventualita’ si sia rafforzata dopo il voto del referendum del 23 giugno a favore del divorzio dall’Ue.
La quota sale al 63% fra gli scozzesi. Ed e’ proprio dalla Scozia che continua il pressing di Nicola Sturgeon in favore di un referendum bis sulla secessione dalla Gran Bretagna. La first minister d’Edimburgo, intervistata oggi da Skynews, ha ribadito ancora una volta che la volonta’ del parlamento scozzese andra’ rispettata e ha aggiunto che, sebbene occorra il placet di Westminster, la data di una nuova consultazione sull’indipendenza del territorio del nord non potra’ essere rinviata “secondo i comodi” della premier britannica Theresa May (la quale ha detto giorni fa che per ora non se ne parla).(ANSA)

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