Rapporto immigrazione-occupazioni fuori controllo: quando un piano serio migranti?

Milano

Milano 24 Febbraio – La Giunta è evidentemente miope sul rapporto tra profughi e occupazioni in città. Oltre alle proprietà comunali ci sono decine di immobili lasciati incustoditi da privati, interi palazzi che vengono presi d’assalto, forzati ed occupati da centinaia di profughi ed immigrati; per ogni stabile la stessa situazione. L’amministrazione comunale di questi eventi non si interessa se non con azioni spot, lasciando la patata bollente in mano alla prima linea, noi amministratori dei municipi, soli a mediare con le proprietà in un continuo rincorrersi di promesse e speranze. Il sistema di gestione dell’immigrazione è un colabrodo perché evidentemente non è in grado di censire e gestire i tantissimi presenti sul territorio che non riescono a trovare una sistemazione e si riversano sulle periferie. I centri di prima accoglienza hanno liste interminabili di minori non accompagnati che attendono una collocazione e le sistemazioni non sono sufficienti. Se non esistessero le tante cooperative, fondazioni ed opere di volontariato che si prodigano sul lato umanitario, ci troveremmo in preda agli eventi.

Com’è possibile lasciare una città allo sbando, preda di flussi di persone che vivono in sistemazioni pericolanti e con scarsissimo igiene: le scarse misure precauzionali evidentemente non sono sufficienti. E’ ridicolo polemizzare ogni volta sulla caserma Montello, quando abbiamo decine di strutture che a differenza dei centri di accoglienza rimangono assolutamente fuori dai radar della legalità non essendo sorvegliati. Non è un problema soltanto cittadino è chiaro, le politiche sull’immigrazione del governo sono naturalmente responsabili di un problema più grande, ma è altrettanto naturale che se queste persone arrivano sul nostro territorio comunale il problema del collocamento diventa di conseguenza nostro.

Bisogna aspettare fatti gravi di cronaca per intervenire riportando legalità, ma soprattutto controllo nella città? Ogni volta bisogna aspettare il morto di freddo, l’aggressione o ancor peggio l’attentato?

A quando un piano serio e delle ordinanze affinché il fenomeno migratorio venga forzosamente instradato su percorsi che portino l’immigrato dall’arrivo alla Stazione Centrale, passando da un completo screening sanitario e di sicurezza della popolazione presente sul territorio cittadino, fino al centro accoglienza, se ne ha titolo, o all’espulsione se non ne ha titolo, evitando così dispersioni e ricettacoli di illegalità negli stabili occupati in periferia.

Siamo prossimi ad una nuova ondata migratoria con l’arrivo della primavera e con il calmarsi delle acque del Mediterraneo, se la situazione cittadina è oggi questa, cosa dobbiamo aspettarci dal futuro?

Simone Enea Riccò (Presidente Commissione Sicurezza Municipio 5)

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