Via Adriano: manca il contributo del Comune per la rinascita del quartiere

Milano

Milano 16 Dicembre – L’imbarazzante vicenda della Rsa incompiuta nel quartiere Adriano continua a non essere chiusa, nonostante da settimane la proprietà dell’edificio sia già passata a un operatore privato – commenta Silvia Sardone, consigliere comunale di Forza Italia – Purtroppo nella questione continua a latitare colpevolmente il Comune. Negli anni ho denunciato più volte la situazione indecente dello stabile e le continue occupazioni, ho proposto raccolte firme e manifestazioni trovando costantemente il muro del Comune, chiaramente incapace di rispondere alle esigenze del territorio, ho sollecitato per prima l’amministrazione ad usare il regolamento edilizio per intervenire (e costruire lì la scuola media) e togliere dal degrado questa area. unsetChiunque passi intorno a questo stabile vedrà anche oggi segni evidenti di occupazioni, recinzioni divelte, malintenzionati e sbandati che entrano ed escono in totale libertà. Nessun controllo, nessun presidio fisso della polizia locale, nessuna messa in sicurezza. Nemmeno un gravissimo stupro ad agosto ai danni di una ragazza italiana svegliò il Comune dal suo sonno.

E’ sempre più evidente che il contributo del Comune nella rinascita del quartiere manca scandalosamente. Qui i cittadini avrebbero preferito l’esproprio per pubblica utilità per costruire la scuola media che il quartiere attende da anni. Il Comune non l’ha fatto. Ha aspettato il privato. Ora il privato è arrivato, ha depositato da settimane una proposta di convenzione al Comune che, se approvata, consentirebbe di iniziare immediatamente i lavori per riqualificare l’area. A Palazzo Marino piuttosto che muoversi per liberare questo quartiere da insicurezza e degrado preferiscono la fiera delle slides in cui, senza coperture adeguate, continuano a vendere favole agli abitanti del quartiere Adriano come per esempio gli interventi legati al Piano d’intervento integrato Marelli, ancora fermi perchè in Comune non si vota da anni la variante, bloccando di fatto l’operatore.

Risulta quindi evidente che di fronte a tanti problemi aperti in questa zona è sempre il Comune a rallentare un possibile sviluppo positivo del quartiere, preferendo la propaganda alla serietà del fare.

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