Il mondo dell’opera lirica si fa digitale: online l’Archivio Ricordi

Cronaca

Milano 16 Dicembre – L’homepage del sito L’Archivio storico Ricordi è online: fotografie di musicisti e compositori, figurini di costumi dell’opera e disegni delle scenografie sono stati digitalizzati e caricati sul portale digital.archivioricordi.com, così che tutti possano visualizzarli e avvicinarsi alla musica classica e all’opera. Sul sito c’è l’intera collezione iconografica dell’archivio fondato nel 1808. Tutto il materiale, custodito nel Palazzo di Brera a Milano, è stato catalogato, restaurato e digitalizzato grazie al sostegno del Mibact. La collezione digitale comprende circa 600 bozzetti di scenografie, migliaia di figurini di costumi e tavole di attrezzeria che raccontano la genesi e la produzione delle più celebri opere del repertorio italiano, tra cui quelle di Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini.

“Vogliamo raggiungere un pubblico al di fuori della comunità di musicologi, e avvicinare le nuove generazioni al mondo dell’opera e della musica classica – ha spiegato Thomas Rabe, presidente di Bertelsmann, multinazionale proprietaria dell’Archivio dal 1994 – Vogliamo assicurarci che i tesori dell’Archivio Ricordi siano tramandati ai posteri e siano disponibili agli amanti dell’opera in tutto il mondo”.

Il portale permette di accedere ai documenti attraverso indici di compositori e opere, così come attraverso la ricerca libera. Le schede dei documenti sono corredate delle immagini digitalizzate, da metadati dettagliati e link permanenti. Tra i materiali disponibili online della prima fase: 400 ritratti di cantanti, compositori e librettisti. La documentazione scenica per Aida di Giuseppe Verdi, dai figurini e bozzetti per la prima europea del 1872 all’edizione “art nouveau” di Attilio Comelli alla Scala nel 1904; i disegni di Adolf Hohenstein per la prima assoluta della Bohème di Giacomo Puccini (Torino 1896); quelli di Giuseppe Palanti per il Romeo e Giulietta di Charles Gounod. Il bozzetto “La Foresta di Fontainebleau” di Carlo Ferrario per Don Carlo di Giuseppe Verdi. I costumi e gli schizzi di Aroldo Bonzagni per l’operetta Il ragno azzurro di Alberto Iginio Randegger. L’allestimento postumo del Nerone di Arrigo Boito, evento scaligero del 1924; la raccolta delle “disposizioni sceniche”, annotazioni dettagliate di regìa.

“La raccolta iconografica, la prima a essere resa disponibile online, racconta la genesi delle grandi opere liriche italiane e rappresenta un tassello fondamentale per comprendere l’industria creativa forgiata da Ricordi nell’Ottocento”, spiega il direttore generale Pierluigi Ledda. La collezione digitale crescerà con le lettere, le fotografie, i manifesti dell’Archivio, nonché i quasi 10mila libretti e le 7.800 partiture originali di più di 600 opere. (Repubblica.it)

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