Olezzo di vignettista, ossia, la verità su Gorino

Politica

Milano 28 Ottobre – Gorino, frazione di Goro, provincia di Ferrara. Cittadina nei pressi del delta del Po, conosciuta non solo per il paesaggio con la sua flora e fauna tipiche dell’area ma anche per essere luogo di allevamento e pesca di frutti di mare.

Gorino potremmo definirlo un villaggio: 500 anime, 500 lavoratori che si guadagnano il pane col lavoro; mentalità emiliana, talvolta testardi, ma accoglienti e con forte inclinazione verso il mondo turistico. Nella vicina Goro, numerose sono le famiglie straniere ed i bambini colombiani, indiani e polacchi adottati, quindi, considerato ch , soprattutto colombiani ed indiani, non hanno tratti somatici che possano ricordare gli svedesi, non possiamo definire i cittadini di Gorino e Goro “razzisti” e tantomeno paragonarli  ai cittadini “ospitali” di Capalbio che invece respinsero i clandestini senza un reale motivo se non “non a casa dei vip dell’ipocrita sinistra italiana”,  le stesse persone che oggi disegnano vignette in cui chiedono ai cittadini di Goro di chiudere bene i confini del loro paesino poiché si sente puzza di m…, la stessa puzza che si sente vicino ai radical chic che oggi elemosinano un “SI” per salvare un governo mai eletto.vignetta-gorino Per quanto concerne il vignettista, beh che dire? Si facesse una doccia, si lavasse i denti e forse l’olezzo si attenuerà. In secondo luogo, visto che i sinistri si ergono a paladini del popolo, per una volta sola, nella loro inutile esistenza, accettassero il volere popolare.

Ma veniamo alla verità dei fatti che i dipendenti del ministero della propaganda del regime renziano hanno taciuto, pensando che l’Italia intera si allineasse alla loro visione, o visioni.

Tutto inizia circa due settimane fa quando la Prefettura di Ferrara telefona, in due momenti diversi, i gestori dell’ostello di Gorino, chiedendo loro se vi fosse la disponibilità di ospitare nella struttura un numero imprecisato di clandestini ma comunque non superiore alle venti unità, i gestori risposero che non vi fosse disponibilità di camere sufficienti ad ospitare queste persone e tutto finì.

Premetto, comunque, che l’ostello è di proprietà della Provincia di Ferrara e i gestori pagano un affitto per che comprende anche il loro alloggio. Lunedì 17 Ottobre, alle 14:00, alle porte dell’ostello si presentano i Carabinieri,  con l’ordine di requisizione di tutte le stanze, ivi compresa quella in cui vive la coppia di gestori (per la quale paga anche l’affitto e le utenze) firmata dal Dott. Tortora, Prefetto di Ferrara. In parole povere, lo stato, requisiva ai gestori persino il loro alloggio per accogliere dei clandestini; lo stato orinava ad una coppia di cittadini che lavora, ostello-gorinopaga le tasse ed un regolare affitto, di abbandonare la loro casa; lo stato ed il regime renziano, in parole povere, mandavano sulla strada una coppia di lavoratori onesti per dare un alloggio a persone che non stanno scappando da nessuna guerra. Infine, come se non bastasse, quando i gestori fecero presente che nel fine settimana avrebbero avuto le stanze occupate da clienti che aveva già prenotato, i Carabinieri hanno loro ordinato di telefonare ai loro clienti per disdire le prenotazioni.

500 abitanti, le notizie corrono in men che non si dica, ma la gente, a Goro, a Gorino così come nel resto d’Italia, ormai è stufa. Si organizzano, il pullman che trasporta quell’imprecisato numero di clandestini è appena partito da Ferrara, creano una barricata, intervengono trenta pattuglie dei Carabinieri (manco per arrestare Riina si è visto un sì vasto dispiegamento di forze). Dopo un breve braccio di ferro avvenuto in modo pacifico tra popolo sovrano e militari del regime, quest’ultimi sostengono che il mezzo che sta trasportando i clandestini è fermo in una piccola località a brevissima distanza da Gorino: Bosco.

Un cittadino impegnato sulle barricate si stacca dal gruppo e corre in direzione Bosco senza però intravedere pullman; poco dopo i Carabinieri avvertono la cittadinanza di Gorino che l’autobus dei clandestini sarebbe stato dirottato verso Comacchio.

Nessuno però in quel di Gorino vide mai il pullman ed i suoi passeggeri che divennero, magicamente, dodici donne di cui una incinta provenienti dalla Costa D’Avorio.

Ora viste le parole di Alfano, di Morcone, della Kyenge, di Vauro e di tanti buonisti con la casa degli altri, vorrei chiedere a costoro: voi non vi arrabbiereste se per decreto lo stato vi sbattesse fuori di casa per dare la stessa a persone che non hanno diritto di stare in Italia e che sono solo dei clandestini? gorino

E si, sono clandestini.  Lo stato ha ammesso che provenivano dalla Costa d’Avorio, ebbene, in quel paese africano non c’è nessuna guerra in corso. Anzi attualmente vi è una fase di stabilità politica e il tentativo di consolidare le basi democratiche, supportata anche da una importante crescita economica a partire dal 2011. Nell’ottobre del 2015 si sono svolte le elezioni politiche presiedute dalla Commissione elettorale indipendente  e sono state caratterizzate per il contesto pacifico con una partecipazione del 54,63% e la riconferma del Presidente uscente Alassane Ouattara. Dal punto di vista economico, la Costa d’Avorio, possiede una delle economie più prospere dell’Africa.

A questo punto mi chiedo perché mai scappare da un paese che ha un presidente eletto democraticamente e con regolari elezioni, la cui economia sta progredendo, dove non esiste nessuna guerra in corso?  Saremmo più giustificati noi a scappare dall’Italia, dove, dal 2012 abbiamo avuto un susseguirsi di tre giunte governative che non godono della legittimazione popolare, in pratica abbiamo avuto tre governi golpisti e con una economia che solo nelle folli visioni della signoria di Firenze è in ripresa.

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Gian Giacomo William Faillace

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