Sbandierano l’arcobaleno per non creare emarginazione…ma poi discriminano gli altri

Milano Politica
Milano 4 Luglio – Le maggioranze di sinistra dei municipi di Milano, benché sostituite, in alcuni casi, da altre maggioranze di altro colore politico dopo le elezioni del 5 giugno scorso,  riescono ancora ad imporre (postume) le loro fissazioni e i loro diktat ideologici.

Come quello per cui la bandiera arcobaleno deve essere esposta “obbligatoriamente” dai pennoni delle sedi dei municipi.

Gruppi radicali e LGBT tuonano di “illegalità” e “omofobia”, se qualcuno delle nuove maggioranze osa rifiutarsi di continuare ad esporre quelle bandiere. Ma forse la vera illegalità e prevaricazione era la loro che avevano imposto, mediante delibere assurde, l’esposizione di simboli privati dalla sedi istituzionali.

A noi quelli che si fissano su queste cose ricordano quelli che, ai tempi di Hitler, imponevano lo stendardo con la croce uncinata (e guai a non metterlo, perché si sarebbe stati contro il popolo tedesco), o ai tempi di Stalin imponevano la falce e martello (e guai a non metterlo, perché si sarebbe stati contro il popolo lavoratore).

Ora, la motivazione per cui questi dittatorelli pensano di poter imporre le bandiere arcobaleno dalle sedi istituzionali è che questa bandiera rappresenterebbe la “antidiscriminazione” e quindi “nessuno può essere contro la antidiscriminazione“.

Si dà il caso però che il significato dei simboli non sia univoco. Forse può essere univoco il significato dei simbolo dei cessi pubblici, ma  il fatto che un drappo di strisce colorate significhi “antidiscriminazione” o “cicciopasticcio” non sta scritto da nessuna parte.

Qualcun altro potrebbe con la stessa disinvoltura vederci altri significati. Ad esempio il contrario esatto della antidiscriminazione, e cioè la imposizione di una ideologia intollerante e totalitaria.

E pertanto è destituita di ogni fondamento la pretesa che la bandiera arcobaleno debba forzatamente essere imposta, perfino dalle sedi istituzionali, assieme alla  bandiera italiana ed europea, pena l’accusa di essere “per la discriminazione” o addirittura “omofobi e fascisti” (come abbiamo letto su decine di siti internet dei buffoni di sinistra).

Una riprova di questa nostra tesi viene dalla foto che alleghiamo. O meglio dalla foto successiva che manca, ma che tutti si possono facilmente immaginare.
Stamattina qualcuno, non potendo evidentemente eliminare la bandiera arcobaleno esposta fuori dal municipio 2 in viale Zara, ha pensato bene di affiggerne un’ altra, non sulla sede municipale, ma sul palo di un lampione vicino.
La piccola bandiera era della Manif Pour Tous e rappresentava (ORRORE) una famigliola con mamma, papà e 2 bambini.

Se la bandiera arcobaleno rappresenta la lotta alla discriminazione LGBT, la bandiera della manif rappresenta la difesa della famiglia, che (lo dice anche la costituzione del nostro paese) rappresenta la cellula fondamentale della nostra società.

Quindi, entrambe le bandiere potevano rimanere, no?  Anzi, qualcuno, facendo una parte del suo dovere,  avrebbe potuto mettere una bandiera della Manif pure nella sede del municipio accanto alla arcobaleno.

E invece no.  La foto è della mattina di sabato, ma alle 3 del pomeriggio, la bandiera della Manif era belle che sparita.
Censura alla velocità del fulmine.
Ovviamente non sappiamo chi la abbia tolta. Magari un passante? Però era abbastanza alta e irraggiungibile da terra, senza scale.
O magari qualche solerte funzionario?

Comunque la  natura intollerante del gesto non cambia,

Se il problema era “far rispettare la legalità” di una piccola bandiera attaccata “abusivamente” con lo scotch ad un palo della luce, tanta solerzia davvero ci stupisce, visto che a Milano ci sono chilometri di muri tappezzati di scritte oscene, diffamatorie e istigazione a delinquere (da parte di anarchici e centri sociali) che stanno lì per anni, e nessuno se ne preoccupa…

Insopportabile invece, evidentemente, per chi si batte per la “antidiscriminazione”, tollerare che qualche altra bandiera, oltre alla sua,  (tanto meno una che parla di famiglia) possa essere esposta pubblicamente….

E questa sarebbe la “antidiscriminazione” portata dalle bandiere arcobaleno e dalle lobby LGBT, appoggiate dalle sinistre unite?
A noi sembra il contrario esatto. E cioè che queste bandiere incarnino la  logica della discriminazione ideologica istituzionalizzata. E la rimozione della bandierina della manif (da chiunque sia stata fatta) ne è la prova.Ci sembra che dietro a queste cose ci sia sotto la stessa logica totalitaria che si respirava, negli  anni ’70. Con la sola differenza che allora si parlava di comunismo, e oggi di LGBT.
Cambiano i tempi, i modi e i pretesti, ma l’istinto di dittatura e imposizione è sempre lo stesso…..
Angelo Mandelli
A.C.K.

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