I furbetti non hanno nazionalità: inchiesta sul treno Milano-Chivasso

Approfondimenti

Milano 29 Maggio – MAURIZIO TROPEANO – TORINO

Anche gli italiani hanno imparato a fare i furbetti, occorre riconoscerlo. E come altre volte abbiamo riconosciuto che, soprattutto sui tram, gli “ospiti” non pagano il biglietto, oggi proponiamo un’inchiesta de La Stampa a firma Maurizio Tropeano sui furbetti sui treni. Purtroppo anche italiani: “Aurora non perde mai la calma, è gentilissima, ma è ancor più determinata perché «se tutti pagano si viaggia meglio», spiega con un forte accento bolognese mentre al telefono invita i suoi colleghi a raggiungerla al centro del treno e ad avvisare la polizia ferroviaria perché «venga ad aspettarci al binario». Il regionale veloce per Milano, partito dieci minuti prima delle sette da Porta Nuova, sta per arrivare alla stazione di Chivasso. Aurora – per motivi di sicurezza non si può scrivere il cognome – ha fermato un gruppo di ragazze di colore che si sono alzate e hanno cercato di raggiungere altre carrozze. Sono senza biglietto, non vogliono pagare e dicono di non avere i documenti. «Ma alla fine di questo viaggio capirà che l’evasione non ha nazionalità», spiega Giacomo, un collega che l’ha raggiunta.

Alla stazione di Chivasso l’intervento degli agenti sblocca la situazione: le ragazze pagano anche la sanzione e risalgono sul convoglio. Nell’ultima settimana l’intervento della Polfer è stato necessario in altri 18 casi. Secondo le statistiche delle Ferrovie, sulla Torino-Milano la percentuale di evasione è del 7,5, in media con quella piemontese che registra con punte del 20% sulla Novara-Domodossola.

IL PRIMO BECCATO 

Il primo furbetto viene beccato quando il treno non ha ancora lasciato la banchina. È un ragazzo italiano che invece di pagare il prezzo del biglietto fino a Milano – 12 euro e 45 cent – si fa fare un verbale da 212,45 euro. «Non ha fatto una piega, chissà se pagherà», commenta Aurora. Un altro signore di mezza età appena vede i controllori si autodenuncia e questo gli permette di fare il biglietto a bordo con l’aggiunta di una penale di 5 euro. Due studentesse italiane salite a Porta Susa sono più furbe: hanno il biglietto ma non l’hanno vidimato e adesso devono pagare la sanzione: 50 euro a testa.

QUESTIONE DI ESPERIENZA

«L’esperienza insegna a capire subito chi ha il biglietto e chi no. Lo intuisci da come ti guardano o da come si muovono», spiega ancora Aurora. È lei che guida questo gruppo di sette controllori che arrivano anche da Toscana, Emilia Romagna e Lombardia. Oltre alla divisa hanno un fascia arancione con la scritta «squadra anti-evasione». In questa settimana altre squadre hanno girato sulla rete piemontese: «Controlliamo i biglietti ma la nostra presenza serve anche come deterrente», spiegano. Il primo filtro, infatti, è sui binari. A Porta Nuova un ragazzo viene allontanato e durante il nostro viaggio verso Milano vediamo almeno una trentina di persone che cambiano aria quando vedono i controllori schierati a presidio delle porte.

PICCOLO RITARDO

L’intervento della Polfer alla stazione di Chivasso ha costretto il treno a ripartire con qualche minuto di ritardo. Uno dei controllori compila un piccolo verbale per giustificare il rallentamento. In questo caso si tratta di due o tre minuti e il regionale li può recuperare, ma a volte passa più tempo prima dell’arrivo dei poliziotti e «i danneggiati sono i pendolari che pagano l’abbonamento».

La squadra anti-evasione scende alla stazione di Vercelli. Il viaggio è durato 55 minuti. A bordo c’erano oltre 400 persone. I controllori hanno fatto tre verbali per 660 euro e regolarizzato 16 viaggiatori incassando circa 200 euro. Quattro ragazze sono state accompagnate a terra. A Chivasso, intanto, altri controllori si sono piazzati all’uscita del sottopasso e controllano se chi scende dai treni ha il biglietto. Tecnicamente si chiama «filtro in uscita» e viene realizzato in collaborazione con la Polfer. Gli agenti hanno accompagnato al posto di guardia almeno cinque persone senza documenti.

«É GIUSTO CHE TUTTI PAGHINO»

In 5 giorni di servizio sulla rete ferroviaria piemontese le squadre anti-evasione hanno effettuato quasi 21 mila controlli su 134 treni regionali, individuando oltre 1.500 persone non in regola. A bordo dei treni sono stati venduti 456 biglietti per un incasso di 4.450 euro ed emesso 171 verbali di accertamento per 38.821 euro. «Noi cerchiamo di ascoltare tutti – spiega Aurora – ma è giusto che tutti paghino così si può viaggiare meglio». Una nota ufficiale di Trenitalia spiega che «il recupero di risorse contribuirà al l’ammodernamento e potenziamento della flotta regionale».

Milano Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.