Canone Rai, queste le trappole

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Milano 31 Marzo – Da quest’anno, come ormai tutti sanno, la quota del canone Rai sarà addebitata nella bolletta elettrica (100 euro). Soltanto per questa volta si pagherà una prima maxi-rata di 60 euro, tutta sulla bolletta di luglio. Poi, dal 2017, si verseranno 10 euro al mese, da gennaio a ottobre (dal momento che le bollette sono quasi tutte bimestrali, vuol dire 20 euro a bolletta). Chi non ha un apparecchio tv si prepari ad un vero e proprio percorso a ostacoli, di condizioni, cavilli e clausole. Tanto da far sorgere il sospetto che più che una tassa di possesso sia un modo per far cassa. Ci sono famiglie che rischiano la doppia tassazione perchè chi paga la bolletta è soggetto diverso da chi è intestatario del canone e gli over 75 con basso reddito che per avere l’esenzione saranno costretti a comunicare a Viale Mazzini la propria situazione. Vediamo qui sotto i vari casi.

PERCORSO A OSTACOLI Come non pagare ed evitare le multe

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il modello di autocertificazione che chi non possiede un televisore può presentare per non pagare il canone Rai. La dichiarazione va presentata ogni anno. Il modello va inoltrato dal contribuente o dall’erede tramite un’applicazione web, che sarà disponibile dal 4 aprile sul sito internet delle Entrate, utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel rilasciate dall’Agenzia, oppure tramite gli intermediari abilitati (Caf, commercialisti, consulenti del lavoro). In alternativa il modello va inviato, insieme a un documento di riconoscimento, tramite servizio postale in plico raccomandato senza busta all’indirizzo: Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti tv – Casella Postale 22 – 10121 Torino. Le scadenze: per posta entro il 30 aprile 2016, oppure online entro il 10 maggio 2016. Il modello può essere presentato anche per segnalare che il canone è dovuto in relazione alla bolletta intestata ad un altro componente della famiglia, del quale deve essere indicato il codice fiscale. La dichiarazione può essere resa dall’erede se l’utenza elettrica è intestata a un soggetto deceduto.

 GLI ESENTI Over 75 a basso reddito e invalidi in case di riposo

Per non pagare il canone è in vigore dal 2008 la «clausola anziani non abbienti»: basta avere 75 anni (compiuti), e dichiarare di non percepire redditi superiori a 8mila euro lordi l’anno (516 al mese per 13 mensilità). Se nel nucleo familiare sono presenti figli che lavorano l’esenzione del canone non viene attuata. L’anziano non deve convivere con altri soggetti diversi dal coniuge titolari di reddito proprio. La domanda di esenzione deve essere presentata mediante il modulo di dichiarazione sostitutiva reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, oppure presso i suoi uffici locali o territoriali o presso gli sportelli delle sedi regionali della Rai. Non pagano gli invalidi degenti in una casa di riposo. L’annullamento si richiede inviando una raccomandata all’Agenzia delle Entrate, Direzione Provinciale I di Torino. Ufficio territoriale di Torino 1 Sportello S.A.T. Casella postale 22 – 10121 Torino (TO). Nel caso dei militari delle Forze Armate Italiane, l’esenzione è prevista solo per ospedali militari, Case del soldato e Sale convegno dei militari delle Forze armate. Si paga se la tv è in un alloggio privato dentro le strutture militari.

 IL CASO DI PIÙ IMMOBILI Casa in città e per le vacanze. Cosa fare? 

È dovuto un solo canone a prescindere dal numero di immobili detenuti dal nucleo familiare: così, per esempio, se il sig. Rossi, con nucleo familiare composto da quattro persone, è titolare di un’abitazione in città (ove ha fissato la residenza propria e dei suoi familiari) e di una al mare, pagherà l’imposta sulla televisione solo con il contratto della luce del primo immobile e non del secondo. Sarà già la stessa compagnia elettrica in grado di stabilire se il canone andrà addebitato o meno, recependo le indicazioni fornite dall’utente, all’atto della sottoscrizione del contratto, sulla destinazione dell’immobile (se di residenza o meno). Se però marito e moglie con seconda casa hanno fissato una residenza differente l’uno dall’altro, allora devono pagare doppio. Per evitarlo oltre alla possibilità di disdire l’utenza elettrica in uno dei due immobili (cosa che, però, non eliminerebbe l’obbligo di pagare comunque – attraverso bollettino – qualora entrambi gli appartamenti presentino un tv), l’alternativa è quella di ricorrere all’autocertificazione con cui si dichiara che nell’immobile in questione non c’è una televisione.

Laura Della Pasqua (Il Tempo)

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