Precisazioni sul progetto M4 dal comitato Foppa Dezza Solari

Milano

Milano, 17 Marzo Il progetto M4 purtroppo è un progetto datato, perché nasce nel 1998 e attraversa tre amministrazioni di centrodestra e di centrosinistra. Basti pensare che l’originario  progetto prevedeva il  deposito di 750.000 tonnellate di smarino  (la terra da scavare da Solari a San Babila) in centro città, cioé nei giardini ambientalmente tutelati di  Via Dezza, con trasporto su camion oltre Lorenteggio  al ritmo di uno ogni dieci minuti per almeno due anni, mentre la metropolitana di Barcellona del 2004 già prevedeva il trasporto su nastro nel sottosuolo. La variante ora seguita con il trasporto dello smarino nel sottosuolo è stata proposta su nostro incarico, il Comitato Foppa Dezza Solari, dal nostro consulente Ingegner Bruno Bosco. E’ stata poi accolta dall’Assessore Pierfrancesco Maran, anche a fronte del sostegno della proposta sia da parte delle opposizioni, che da buona parte dei Consiglieri Comunali di maggioranza. Questo iter non è possibile perché i cittadini non devono far correggere un progetto fortemente penalizzante ambientalmente per la collettività a proprie spese. Si tratta di un errore di progettazione e di valutazione, chiunque lo abbia fatto. Come pure non era giustificata l’invasione con il cantiere del Parco Solari anch’esso “sedime (cioè area) di interesse pubblico” e quindi da tutelare a livello ambientale, come dimostra il fatto di quante piante siamo riusciti a salvare. Ma abbiamo dovuto usare l’arma del ricorso al TAR, sempre molto onerosa. Con un dibattito pubblico con i cittadini, prima ancora di aggiudicare la gara, probabilmente questi aspetti sarebbero emersi ed è per questo che abbiamo lanciato la proposta di far nascere una norma sul dibattito pubblico a Milano, ancor prima che la proposta in Parlamento diventi legge. E poiché comunque si tratta di errori chiediamo, al momento in cui noi e i 69 firmatari decideremo sul ritiro del ricorso, che ha udienza di discussione fissata al 13 Dicembre 2016,  la restituzione di 26.000 euro, pari alle spese legali e di consulenza tecnica che abbiamo sostenuto. Non chiediamo che vengano restituiti a noi, ma alla collettività, attraverso il finanziamento di un’opera, come potrebbe essere il restauro dell’oratorio di San Protaso.

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