Milano, ecco le opere incompiute di cui dovrà farsi carico il nuovo sindaco

Milano

Milano 11 Gennaio – La città di Milano, nel Sistema informativo monitoraggio opere incompiute (Simoi), compare più di una volta. Lo si evince nell’ultimo elenco dell’anagrafe opere incompiute pubblicato lo scorso giugno 2015. È un elenco che fa riferimento al 2014 ossia un anno prima dell’Expo, per cui ci si sarebbe aspettati che in vista di un appuntamento tanto agognato certe lacune da incompiutezza sarebbero state colmate.

E invece non solo sono ancora presenti, specie quelle nelle periferie come l’annoso problema di Ponte Lambro, ma ve ne sono aggiunte di nuove. Non rientrano tout court tra le opere incompiute ma sono ascrivibili all’elenco di opere annunciate e mai realizzate oppure a opere non utilizzabili.

Bosco verticale e dintorni
Tra quelle ancora irrealizzate è emblematico il caso di un progetto dai molti nomi, mai tenuti a battesimo ufficiale, perché non si può certo inaugurare ciò che ancora non è pronto: ossia il parco/giardini di Porta Nuova o biblioteca degli alberi. Si tratta di uno spazio verde di 90mila metri quadri nel centro del nuovo quartiere di Milano, quello che ospita il grattacielo UniCredit e il Bosco Verticale, insignito dell’International Highrise Award. Al di là dei premi e della movida la zona manca, soprattutto nel versante del quartiere Isola, di un polmone verde assai utile in una città ricca di smog e di poveri sottili spesso fuori dai limiti come Milano.

Il progetto della biblioteca degli alberi, vinto nel 2003 dallo studio “Inside Outside” dell’architetto paesaggista Petra Blaisse, e a cui avrebbero collaborato Franco Giorgetta e Piet Oudolf, si dispiega come un orto botanico contemporaneo e una biblioteca da sfogliare, nel senso delle foglie e non delle carte. Nelle intenzioni le piante dovrebbero raccogliersi in decine di mini-foreste circolari, boschetti di specie gemelle, zone relax, rettangoli da calcio, tavoli per gli scacchi, isole per musica e buone letture. I sentieri percorso dai visitatori servirebbero anche come story telling urbano: miti, poesie e aneddoti della storia di Milano. Insomma un museo all’aperto con varie situazioni e occasioni formative tra cui anche un “Museo dei fiori e degli insetti”.

La data di fine lavori era prevista per il 2015: allo stato attuale a dieci anni dall’approvazione del progetto sono cominciati gli scavi, le indagini chimiche e le bonifiche ambientali nei 90 mila metri quadri di Porta Nuova destinati al nuovo parco pubblico. Siamo dunque ancora in una fase di preparazione del terreno di cui deve essere anche definito il bando per il ridisegno urbanistico e la piantumazione del giardino .

Il tunnel che non c’è
All’opera che non c’è si aggiunge quella di un tunnel famoso per lo spreco di soldi oltre che inutilmente sprecato. Prima o poi potrebbe aprirsi ufficialmente tuttavia l’anno fatidico, quello annunciato dell’Expo, è trascorso senza il taglio del nastro. Si tratta del tunnel, un chilometro scarso, denominato “Gattamelata”che collega l’omonima via a Viale Scarampo.

A sedici anni dall’accordo di programma Regione-Comune che diede il via al progetto e a nove dall’avvio delle opere è ancora al centro di annose questioni tra il Comitato di Zona 8 e il Comune. È lunga la lista degli annunci di inaugurazioni nell’ultimo lustro, l’ultima data era fissata per lo scorsa estate. Di sicuro oltre ai tempi si sono allungati anche i costi, quasi raddoppiati: da 62 a 115 milioni di euro. Sui continui rinvii hanno inciso non solo gli strascichi dei vecchi contenziosi aperti con l’impresa costruttrice e finiti in tribunale anche la disputa su chi ricada il costo di gestione del tunnel, si parla di mezzo milione di euro annui per la vigilanza continua, la ventilazione e l’ illuminazione.

Il progetto di questa infrastruttura, risale a quando era sindaco Marco Formentini, era stata ideato per collegare l’autostrada alla Fiera (doveva servire ai tir che portavano le merci) prima che la Fiera di lì a breve venisse delocalizzata. Nel 2004, quando – sindaco Gabriele Albertini – fu lanciato il bando per il tunnel, era bene avviato lo svuotamento progressivo della vecchia fiera campionaria. L’anno dopo – a Rho-Pero -sarebbe stata inaugurata la nuova Fiera. Senza entrare in merito circa l’opportunità o meno di aprire nel dicembre 2006 il cantiere del tunnel Gattamelata ricordiamo solo che la data «tassativa» fissata per la fine lavori doveva essere 14 agosto 2010.

Dopo cinque anni e mezzo di ritardi non è ancora a norma il tunnel di cui viene segnalato dai Comitati di Zona la «pericolosità » in quanto non si capisce se sia transitabile o meno:«In molti provenienti da via Scarampo si accorgono che è chiuso mentre stanno per imboccare la rampa in discesa». Una volta sfumato lo scopo del tunnel, doveva servire da collegamento tra gli svincoli autostradali a Nord-Ovest di Milano e la Fiera prima che fosse spostata, poteva tornare utile per fare defluire il traffico dei tifosi nel caso fosse stato realizzato dal Milan il proprio stadio al Portello. Ma così non è stato e sembra proprio che la sola funzione al momento è quella di alimentare un dibattito circa l’utilità o meno.

Incompiute o meno che siano queste opere sono solo il simbolo che a Milano c’è ancora molto lavoro da fare di “arretrato” e di cui dovrà farsi carico la nuova Amministrazione visto che quella uscente non è stato in grado di sbrigare per tempo.

Cesare Balbo (Il Sole 24 Ore)

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