Cagnolina abbandonata nel bosco dentro a sacco per rifiuti. I suoi lamenti attirano 2 giovani

Lombardia

Milano 22 Novembre – Avvolta in una coperta, legata con uno spago e infine chiusa in un sacco dell’immondizia. Sarebbe stata morte certa per Briciola, cane pechinese di dodici anni, abbandonata in un bosco del paese di fronte al campo sportivo di Tavazzano. Una fine lunga e atroce: i primi guaiti si erano sentiti martedì sera, e mercoledì mattina il lamento continuava. A quel punto due ragazzi del paese hanno deciso di entrare nel bosco e hanno individuato, tra i cespugli fittissimi, il sacco della spazzatura dal quale provenivano i guaiti. Si son fatti coraggio: «Apriamolo, dai».

La cagnolina era ancora viva, nonostante la disidratazione: non ci vedeva quasi più e aveva difficoltà a camminare. «Per come era stata legata – hanno raccontato i salvatori – l’intento non era soltanto quello di abbandonarla, ma anche quello di ucciderla. Sappiamo chi è la padrona e l’abbiamo affrontata. Ci ha risposto che non poteva più curarla e mantenerla, perché non aveva soldi».

 Briciola è stata affidata all’Adica, l’Associazione per la difesa del cane di Lodi: visitata dal veterinario, la cagnetta ora sta bene e nei prossimi giorni partirà una campagna per la sua adozione. Dopo il ritrovamento, i salvatori di Briciola non hanno intenzione di fermarsi e hanno presentato una denuncia a carabinieri, Asl, Comune e associazioni animaliste nei confronti della proprietaria per abbandono e maltrattamenti. L’esposto è stato firmato da una trentina di persone e Briciola in paese è diventata una mascotte. Attraverso Facebook la sua storia è diventata «virale»: «Se non l’avessimo trovata per caso la cagnetta sarebbe morta: sappiamo che la responsabile ha un altro cane e faremo di tutto perché le sia tolto, perché a una persona così dev’essere interdetta ogni possibilità di tenere animali». (Corriere Milano)

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