Dopo Expo: Università insieme per Milano, senza provincialismi

Milano

Milano 10 Novembre – “A Parigi stanno già costruendo gli edifici in una operazione che unisce 8 universitá e 10 centri di ricerca. Lo stato ha finanziato 7 miliardi di euro, 4 in infrastrutture e 3 in ricerca. Le imprese si prevede ne mettano 10. Questo è il livello competitivo, va tenuto presente, altrimenti si continua a parlare e si racconta una veritá che è una mezza verità”. Lo ha affermato il rettore della Statale Gianluca Vago a margine della Giornata aperta “10 idee per 100 anni” presso la Statale. ” Credo proprio che Renzi ne sia cosciente, domani se ne parlerà, questa è la dimensione della sfida che ci troviamo ad affrontare” con il progetto dell’universitá nell’area Expo, “non mi spaventa ma non può essere che ci si divida con le bandierine del ‘questo è mio, quello è tuo’. Farlo è una follia”.

“Il dopo Expo deve essere l’occasione per portare le migliori opportunitá a Milano e non per fare battaglie di parrocchia e provincialismo andando a vedere che non ci sono milanesi o lombardi. Discutere di Milano e Genova in un mondo globalizzato con 9 miliardi di abitanti è ridicolo”. Lo ha affermato il rettore del Politecnico Giovanni Azzone stamani al termine della giornata “10 idee per 100 anni”. “Bisogna importare competenze quando ce ne sono di migliori rispetto a quelle già sul territorio” ha aggiunto, spiegando che la presenza del Politecnico nell’area Expo non sarà “con attività accademiche e tradizionali perchè siamo giá in Bovisa con progetti di espansione e ci candidiamo per l’area di Città Studi che sarebbe altrimenti un’area vuota e a rischio infiltrazioni. Ci consentirebbe di far fronte all’incremento forte che abbiamo avuto in questi anni di domande di studenti italiani e internazionali”.

Per Roberto Maroni, il progetto del governo per il post Expo “rischia di scardinare modello lombardo e sono preoccupato. In Lombardia abbiamo tutti gli enti che possono realizzare questo progetto e devono essere coinvolti: domani lo dirò. Altrimenti non mi va bene. Io non so dire quali istituzioni lombarde coinvolgere, propongo quindi a voi rettori di valutare quali e l’università degli studi che non può non avere la regia, con tutto il rispetto per Genova, Torino e Trento. Noi dobbiamo pretendere di esserci, nel progetto: se i due rettori accettano l’incarico, gratis ovviamente, io dico ok al governo a queste condizioni, altrimenti non mi va bene”. (Omni Milano)

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