Milano: Il settore artigianato ritrova fiducia. Più imprese, occupazione e credito

Economia e Diritto Milano

Milano 6 Agosto – Da una elaborazione del servizio studi Infocamere, nel secondo trimestre 2015 le aziende artigiane milanesi crescono in media dello 0,7%. Sugli scudi informazione e comunicazione (+2,5%) e agenzie di viaggio e servizi alle imprese (+2,2%). Ancora molto male le attività immobiliari (-22,6%).

“Guardiamo ai dati del secondo trimestre con rinnovata fiducia e un pizzico di ottimismo in più verso il agenzia-bolognaconsolidamento di una ripresa tanto attesa quanto lenta.” Commenta così il segretario generale dell’Unione Artigiani, Marco Accornero, l’eleborazione fornita dal servizio studi Infocamere che fotografa l’artigianato milanese che ha appena valicato la cima del semestre 2015.
A una natalità di aziende che ha fatto registrare un +2,2% (1523) ha corrisposto una mortalità dell’1,5%, (1034) con un saldo positivo e benaugurante dello 0,7%, pari a 489 imprese. “Certo, parlare di ripresa ormai consolidata è ancora prematuro – afferma Accornero -, soprattutto se analizziamo i vari settori e i loro andamenti. Probabilmente grazie all’influsso positivo di Expo, i comparti di informazione e comunicazione (+2,5%), agenzie di viaggio e servizi alle imprese (+2,2%) registrano tassi di crescita apprezzabili, seguiti da alberghi e ristorazione (+1,8%) e attività professionali (+1,5%). Permangono gravi difficoltà sui settori legati all’edilizia, con le attività immobiliari ancora pesantemente in terreno negativo (-22,6%).”
crisi-ediliziaSono 68227 le imprese artigiane operanti a Milano, 252.163 in Lombardia. A Milano il settore dei servizi, con una quota del 38,9% ha superato le costruzioni (36,8%), con le attività manifatturiere distanziate al 19,3%. In regione invece, l’edilizia prevale ancora con il 41,1%, seguita dai servizi (30,2%) e dal manifatturiero (23%).
In Italia, le imprese artigiane sommano 1.353.072 realtà, di cui il 38,6% appartenenti all’arcipelago delle costruzioni, il 30,7% ai servizi, il 23,6% alle manifatture. Spiccata la vocazione “individuale” delle ditte artigiane milanesi (79,3% del totale), contro il 75,9% lombardo e il 77,9% italiano. “Registriamo nel complesso – commenta Accornero – una situazione che induce all’ottimismo per il futuro. L’analisi recentemente presentata da Unioncamere ci dice che, a pari passo con il saldo positivo apertura-chiusura delle imprese, appare col segno più anche il dato dell’occupazione, mentre anche una schiarita sul versante dell’accesso al credito sembra presupporre nuove disponibilità agli investimenti e quindi al rilancio delle imprese. La ripresa non appare più quindi un miraggio, ma occorre prudenza soprattutto se pensiamo al baratro da cui devono ripartire le nostre aziende, precipitate in anni di interminabile crisi.”artigianato1
“Occorre sostenere questi segnali timidi di riscatto – conclude Accornero – proseguendo convintamente sulla strada delle riforme, della diminuzione del peso fiscale e della burocrazia, garantendo un accesso ai finanziamenti, per investimenti e liquidità, vitale per le imprese che intendono reagire alla crisi. In questo quadro, la nostra iniziativa di aprire degli sportelli Artigiancassa, direttamente fruibili dagli imprenditori micro, piccoli e medi e in grado di assicurare la disponibilità del rating Asconfidi anzichè quello della singola azienda, e quindi tassi di straordinaria convenienza, ci sta dando importanti riscontri. E’ anche con queste iniziative associative che si supporta la ripresa. Le imprese non solo sperano nella fine della crisi, ma con coraggio ci credono e dimostrano di voler fare in pieno la loro parte per ricominciare a crescere.” (Omni Milano)

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