Il Comitato “La Goccia” dice no al progetto di bonifica del Comune e propone “Salviamo l’esistente”

Approfondimenti Milano

Milano 27 Giugno –  Fatto salvo che gli inquinanti sotto il terreno della Goccia ci sono, noi del Comitato la Goccia vorremmo sapere se quegli inquinanti sono pericolosi per la salute di chi userà quel territorio. Perché se, come ipotizziamo noi, avendo studiato i dati delle analisi fin qui effettuate, sono a una profondità per cui né li si respira né li si tocca, e non inquinano la falda acquifera, il parco la Goccia e i suoi 2000 alberi possono rimanere dove sono. Paulonie, bagolari, gelsi, frassini, pioppi, platani, piante monumentali che fanno della Goccia un ecosistema abitato da uccelli e animali. Grande quasi come il parco Sempione. Noi del Comitato ci chiediamo se questo bendiddio, creatosi dopo la dismissione della Goccia negli anni Ottanta, possa rimanere com’è senza fare danno alla salute. Mentre si potrebbe applicare al terreno un tipo di bonifica detta “dolce”, perché effettuata con piante e microrganismi che lentamente rendono innocui gli inquinanti stessi. Pratiche di bonifica dolce da importare a approfondire, perché utilizzati in Europa in quanto il problema epocale delle società post industriale è proprio il riutilizzo delle aree industriali dismesse. Tanto che l’Unione Europea ha stanziato ingenti somme proprio per affrontare nel modo migliore questo argomento. L’istituto di fama internazionale Mario Negri, che abita nella Goccia, si è perfino offerto di occuparsene. Il Central Park milanese Insomma, noi abbiamo in questo momento nel cuore della città un territorio fortemente alberato e bellissimo. Censito dal Corpo Forestale dello Stato (su richiesta possiamo inviare l’intero documento), che, nel 1994, si augurava una giusta valorizzazione naturalistica del luogo. E in più la Goccia ha l’enorme pregio di essere un’area strategica per il verde cittadino. Infatti ha la possibilità di collegarsi a Nord con parco Nord, parco Certosa, parco di villa Scheibler, e a Sud, attraverso l’ex scalo Farini rigenerato, fino ai grattacieli di porta Nuova. In modo da creare un meraviglioso Central Park milanese. Dal Nord al centro città. Non c’è paragone tra un progetto così lungimirante, che porterebbe Milano al livello di metropoli internazionali, con la promessa del giardinetto sponsorizzato dalla vicesindaco De Cesaris, ricostruito dopo aver buttato all’aria con il terreno gli alberi monumentali. Il Comune punta tutto purtroppo su un metodo di bonifica che distruggerebbe l’esistente. Diciamo che è un po’ come voler curare un raffreddore con una carica di antibiotici. Come voler fare la chirurgia plastica per un’eruzione cutanea. Come fare la lobotomia a un pazzerello. Ascoltiamo davvero Bovisa Il Comitato la Goccia, che lavora con i suoi esperti da più di due anni per far conoscere questo luogo meraviglioso ai cittadini, sta, contrariamente a quanto affermato da De Cesaris, attivamente partecipando al processo di “Ascoltiamo Bovisa”.gasometri_bovisa-Lo abbiamo finalmente ottenuto, dopo molte richieste di confronto, ma purtroppo molto in ritardo. Perché è stato avviato quando le ruspe del Comune già scalpitavano, promettendo di sbancare tutta la prima zona, di fianco e intorno ai gasometri della Goccia, a partire dal prossimo autunno. Avendo partecipato al percorso del workshop possiamo testimoniare che i cittadini si sono espressi contro costruzioni che sconfinino da quelle esistenti, da recuperare, e che il progetto di tagliare gli alberi incontra fortissime resistenze. Moratoria per confrontarsi meglio. La proposta del Comitato è quella di una moratoria che permetta davvero di sviscerare i problemi. Una pausa per poter confrontare seriamente le diverse opzioni, e chiarire nel merito se l’attuale situazione è tale da comportare dei rischi. Le questioni sono semplici. L’aria della Goccia è più inquinata di quella circostante? Il suolo è inquinato o piogge e foglie dell’humus lo hanno pulito? Il terreno sottostante, alla profondità di due tre decimetri, raggiungibile da un bimbo munito di paletta che scavasse la terra con determinazione, è pericoloso? Riteniamo di no, ma confrontiamoci. C’è infine modo di affidare a enti competenti lo studio per una bonifica verde, più lenta ma risolutiva, e molto meno costosa. Finalmente rispettosa della meraviglia esistente.

Francesca Grazzini (Comitato La Goccia)

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