Il commento di Luciano: 7a giornata di serie A

Attualità
Buon giorno ai lettori, la sequenza di partite disputate tra venerdì e domenica ha già dato indicazioni interessanti sull’andazzo di questo campionato, con più di un risultato clamoroso. E senza dubbio, tra questi, fa rumore la tremenda scoppola rimediata in casa dalla Juventus, ad opera di una Lazio che non solo merita pienamente la vittoria, ma si propone al momento come diretta competitor per il titolo restando a fianco della maggiore indiziata Inter, anch’essa vincente sabato sul campo del Bologna, e in alternativa all’altra romana di Gasperini, vincente a Genova e appena due punti più sotto in classifica. Torna alla vittoria a Firenze anche il Como di Fabregas, e la spunta col fiatone anche il Milan, su un’Atalanta che nel finale ha rischiato di scimmiottare la regina delle rimonte Inter, passando dal 3-0 al 3-2 e quasi al pareggio salvato solo da Maignan. Vediamo nel dettaglio questi risultati:
Udinese-Lecce 0-3
Sprofondo rosso per l’Udinese di Runjaic, che colleziona la quinta sconfitta consecutiva (e in sette giornate di campionato) incappando nel nuovo ko casalingo contro un Lecce tonico, gagliardo e assatanato nel punch match domenicale. Al Friuli decidono gli acuti nel primo tempo di Gaspar e N’Dri (entrambi provenienti da calcio d’angolo) e, all’86’, dal contropiede di Siebert.
 
Fiorentina-Como  1-3
Il Como di Fàbregas ritorna a vincere, superando la Fiorentina di Vanoli che, pur offrendo segnali positivi in alcuni tratti della partita, cade nuovamente. I lariani si impongono al Franchi di Firenze e battono i viola per la terza stagione consecutiva sulle rive dell’Arno. La partita è equilibrata per larghi tratti, e non mancano grandi giocate, agonismo e polemiche. Diverse e interessanti le occasioni sia da una parte che dall’altra nel primo tempo, ma è il Como a sbloccarla con un uno-due micidiale targato Liberali-Nico Paz. La Fiorentina però reagisce e accorcia le distanze con Pongracic, nella speranza di trovare il jolly per raggiungere il pareggio, ma è invece il Como a chiudere i giochi con Douvikas al 56′. La partita si fa tesa perché, in occasione del primo gol del Como (di Liberali), c’è un fallo a inizio azione di Kempf su Pedro Gonçalves, non ravvisato dall’arbitro Di Bello e nemmeno dal VAR.
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Milan-Atalanta 3-2
Prima la festa, poi i brividi se non il panico, alla fine il sospirone di sollievo. E’ andata in scena a S.Siro una delle partite più pazze di questo primo scorcio di stagione. A imporsi è la squadra di Amorim, che prima va in triplo vantaggio, poi rischia di farsi riprendere e alla fine deve accendere cero a San Maignan. Nel primo tempo Pulisic si vede annullare l’1-0 per fuorigioco, mentre Krstovic grazia i rossoneri a porta vuota dopo aver aggirato Maignan. A segnare per primo è così Gonçalo Ramos, su rigore concesso per un mani in area del giovane Obric, entrato pochi minuti prima per Kolasinac e all’esordio in Serie A: debutto scioccante. Prima dell’intervallo raddoppia Rabiot, ben servito in area da Moreira. E nella ripresa accade di tutto, a partire da un altro mani in area (di Kristensen) e da un altro rigore per il Milan, che stavolta Ramos si fa respingere da Carnesecchi. Ma sugli sviluppi del corner successivo è Gila a pescare il tris di testa. Da lì, però, l’Atalanta reagisce alla grande: Gaetano accorcia una prima volta, Krstovic una seconda dopo aver pure colpito un palo. E solo un grande Maignan evita il pareggio su Zappacosta. Il Milan sale così a quota 15 e rimane in scia delle prime, mentre l’Atalanta perde la quarta partita su 7 in campionato. Ma una reazione così, se non altro, fa ben sperare mister Sarri e non di meno i tifosi.
Juventus-Lazio 0-3
Al termine di una partita che ha rischiato di far accendere di rosso la pelata di Spalletti, la Lazio porta a casa in modo ineccepibile un risultato storico in casa della Juventus. E il punteggio poteva anche non limitarsi ai 3 gol infilati nella rete bianconera, perché quanto si è visto nei 90′ ha spiegato che se la squadra di Spalletti ha fatto gran fumo, l’arrosto se lo è cucinato e mangiato tutto la Lazio.  La luce si è spenta, notte fonda Juve, apoteosi Lazio. Alla vigilia, se questa trasferta per la Lazio rappresentava la prova di maturità, per i bianconeri era l’occasione per provare a rimettersi in corsa seguendo il gruppo delle migliori. La risultante è presto detta: Juventus in evidente crisi nella costruzione di un gioco offensivo fluido e credibile, di fronte una Lazio davvero eccellente per spirito, intensità e capacità di coniugare il tutto in due fasi ben distinte e ben credibili. Una corsa davvero notevole, quella della squadra di Gattuso, che a Torino ci mette più voglia e più fame, ma anche un calcio fatto di idee più chiare e riconoscibili. Ad aprire le danze è un colpo di testa di Provstgaard nel primo tempo, a cui seguono poi i sigilli nella ripresa di Isaksen, gol che chiude la gara già dopo un’ora. Infine Dele-Bashiru a rendere ancor più netto e amaro, per i bianconeri, l’esito finale. Lazio dunque che continua a sorprendere e tiene il ritmo dell’Inter. Juventus che è solo ottava con 11 punti in 7 giornate. Un ruolino di marcia estremamente deludente, per quella che risulta essere la rosa più costosa della Serie A. Mentre per Gattuso, questo scatto può considerarsi una rivalsa dopo la deludente esperienza alla guida della nazionale, rivalutandolo quasi a confermare che (purtroppo) il livello di una formazione di tutti italiani è ancora lontano dall’essere competitivo in campo europeo, nonostante i confortanti segnali di risveglio nelle ultime prestazioni (1-1 a Parigi, Francia).
E’ tutto per il calcio della domenica, attendiamo stasera la conclusione della settima giornata, con i posticipi Monza-Cagliari e Parma-Torino.
Buona settimana a tutti.

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