«La casa datela a chi ne ha più bisogno». Con questo slogan ben visibile sugli striscioni, una delegazione degli abitanti del “Villaggio delle Rose” di via Chiesa Rossa si è radunata in presidio davanti alla Prefettura di Milano per chiedere la sospensione dello sgombero previsto per la fine del mese.
Per le 160 persone che risiedono attualmente nel villaggio l’ipotesi del trasferimento rappresenta uno sradicamento ingiustificato. Come sottolineato dai portavoce della protesta l’accettazione di alloggi a tempo determinato comporterebbe la rottura definitiva della rete sociale e l’interruzione di percorsi scolastici e d’integrazione già avviati, ad esempio nel vicino quartiere Gratosoglio.
La proposta della cooperativa e il nodo della bonifica
Il provvedimento rientra nel piano di superamento dei campi rom approvato dalla giunta comunale alla fine del 2024, un percorso che negli ultimi dieci anni ha portato alla chiusura di 24 insediamenti milanesi. Tuttavia, anziché abbandonare l’area, i residenti e i loro sostenitori hanno avanzato un’alternativa: autogestire il recupero del villaggio. Attraverso il coordinamento delle associazioni del territorio, come il Movimento Kethane e l’Alleanza Romanì, le famiglie hanno infatti raccolto 20mila euro per costituire una cooperativa di abitanti.
Sul fronte della sicurezza ambientale, le analisi del terreno hanno evidenziato la presenza di idrocarburi nel perimetro del campo. Una criticità che, secondo i rappresentanti delle associazioni, non impone necessariamente l’allontanamento delle famiglie: la richiesta rivolta al Comune è quella di procedere con gli interventi di bonifica e cantierizzazione divisi a lotti, permettendo così alla popolazione di rimanere all’interno del villaggio durante i lavori.
L’appoggio politico e il presidio a Palazzo Marino
La battaglia degli abitanti di via Chiesa Rossa ha trovato una sponda politica precisa nel centrosinistra e nei movimenti della sinistra cittadina. Al presidio davanti alla Prefettura erano presenti in prima linea: Simonetta D’Amico, consigliera comunale del Partito Democratico (PD), Paolo Limonta, ex assessore all’Edilizia scolastica e storica figura della sinistra milanese, Gabriele Rabaiotti, ex assessore alle Politiche sociali ed abitative della giunta Sala e i rappresentanti del sindacato Unione Inquilini.
I rappresentanti politici chiedono alla giunta e alle istituzioni cittadine di bloccare lo sgombero e di aprire un tavolo di trattativa per valutare la proposta della cooperativa. La mobilitazione non si ferma qui: l’alleanza tra residenti, associazioni e forze politiche si sposterà lunedì alle 15.30 con un nuovo presidio di protesta direttamente davanti a Palazzo Marino, in concomitanza con la seduta del Consiglio comunale.
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Quanti rom in foto…..
Chissà se un piddiota quando viene derubato o gli viene svaligiata la casa da un rom lo denuncia 🤔🧐🤡