Aggressione a Porta Venezia: la denuncia di Simonpaolo Buongiardino, presidente di Assomobilità

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Un episodio di microcriminalità nel cuore di Milano riaccende il dibattito sulla sicurezza urbana. Simonpaolo Buongiardino, vicepresidente di Confcommercio Milano e presidente di Assomobilità, è stato rapinato di sera in via Hayez, a pochi passi da viale Tunisia. Dopo aver denunciato l’accaduto ai carabinieri, ha deciso di lanciare un allarme sulla vivibilità del quartiere in un’intervista a Il Giorno, spiegando che le strade che confluiscono ai Bastioni di Porta Venezia “sono diventate una zona da evitare la sera. Un disastro di gente di tutti i tipi. Serve un presidio permanente”. L’esponente associativo non ha nascosto lo sconforto per la situazione attuale: “sono molto amareggiato. Milano non è sempre stata così”.

La ricostruzione dell’attacco

L’aggressione si è consumata intorno alle 21:15, mentre Buongiardino rientrava a piedi dopo un’attività sportiva. “Venivo da due ore di allenamento, ero anche un po’ stanco, forse non avevo tutti i sensi allertati. Al collo avevo una piccola catenina d’argento che si intravedeva dalla maglietta. Credo che all’uscita della palestra l’uomo che mi ha rapinato debba avermi puntato. Mi ha pedinato per un centinaio di metri, nell’attraversamento di viale Regina Giovanna, via Cadamosto e piazza Lavater. Ha aspettato che fossimo soli prima di agire. Poi mi ha aggredito alle spalle e messo le mani al collo per strapparmi la collana”.

Di fronte al blitz improvviso, la vittima ha provato a difendersi: “Sì, ho cercato di reagire come potevo. Abbiamo iniziato a strattonarci. L’ho colpito più volte, con calci e pugni, ma lui non ha desistito”. Il rapinatore, tuttavia, non ha risposto alla reazione fisica: “No. Puntava alla catenina. Nello strattonamento sono caduto all’indietro, provocandomi delle contusioni. Mi sono rialzato subito e lui lì è riuscito a strapparmi la collana. Poi è andato semplicemente via, camminando”. Fortunatamente, il valore dell’oggetto sottratto era modesto: “No, nemmeno dal punto di vista affettivo fortunatamente. Diciamo che non ha fatto un gran affare”.

L’identikit dell’aggressore e la preoccupazione per i giovani

Riguardo all’aspetto del malvivente, Buongiardino ha fornito pochi dettagli precisi: “Non lo saprei riconoscere, direi un giovane uomo. Aveva la pelle scura e una felpa bianca. Non mi ha detto nulla. Io gli urlavo contro ma lui non mi ha detto una parola. Non mi sembrava nemmeno sotto l’effetto di stupefacenti. Era vigile”.

Riflettendo sui rischi corsi, la preoccupazione principale si sposta ora sulla sicurezza degli altri frequentatori della zona: “Sì, è quello che ho pensato anche io. Sono un uomo allenato, ma da quella palestra alle dieci di sera escono anche molti ragazzi e ragazze. Non mi sento tranquillo. Non voglio che capiti anche a loro qualcosa di simile”.

Il rapporto con la città

Infine, il presidente di Assomobilità ha espresso la sua amarezza per come sia cambiato il modo di vivere gli spazi pubblici a Milano, pur confermando di non voler cedere alla paura: “Sono nato qui e ci vivo da sempre. Sono abituato a camminare, faccio lunghe passeggiate, almeno otto chilometri al giorno. Prima non mi ponevo affatto il problema di quali strade percorrere, ora però faccio attenzione. Non ho intenzione di cambiare le mie abitudini, nemmeno dopo quello che è accaduto”.

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