L’Istituto Tumori di Milano guida la svolta a livello globale nella lotta al melanoma

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Un primato mondiale che consolida l’eccellenza della ricerca italiana: l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha conquistato il primo posto a livello globale per numero di pazienti arruolati nello studio internazionale di fase III INTerpath-001. Con ben 82 persone coinvolte su un totale di 1.137, la struttura milanese ha fornito il contributo più significativo alla sperimentazione promossa da Moderna e Merck.

“Essere stati il centro con la maggiore esperienza in termini di pazienti all’interno di questo studio è un risultato straordinario, che testimonia l’efficacia del nostro lavoro multidisciplinare”, sottolinea Michele Del Vecchio, direttore dell’Unità Oncologia Medica Melanomi dell’istituto di via Venezian.

Una terapia personalizzata basata sull’mRna

La sperimentazione ha valutato l’efficacia dell’aggiunta del vaccino personalizzato ad mRna, intismeran, alla terapia immunoterapica standard con pembrolizumab. Destinato ai pazienti già operati ma ad alto rischio di recidiva, il trattamento viene confezionato “su misura”: il tessuto tumorale asportato viene analizzato tramite un algoritmo computazionale capace di individuare fino a 34 neoantigeni specifici.

L’mRna sintetizzato viene poi racchiuso in nanoparticelle lipidiche ed iniettato nel paziente, istruendo il sistema immunitario a riconoscere ed eliminare in modo mirato eventuali microfocolai metastatici o cellule tumorali residue.

Risultati promettenti e profilo di sicurezza elevato

L’associazione tra il vaccino e l’immunoterapia ha mostrato una riduzione statisticamente significativa sia del rischio di recidiva sia dell’insorgenza di metastasi a distanza, senza comportare un aumento apprezzabile degli effetti collaterali o della tossicità rispetto al solo pembrolizumab. Un fattore cruciale per una terapia adiuvante.

I dati completi dello studio saranno presentati a ottobre al congresso Esmo di Madrid, mentre il monitoraggio proseguirà nel tempo per valutare i benefici sulla sopravvivenza globale e guidare la definizione dei nuovi standard terapeutici internazionali.

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