L’esigenza di proteggere la propria città e il desiderio di restituire sicurezza a uno dei luoghi più frequentati d’Italia: con questo spirito Bilal Ragab, giovane YouTuber di origine egiziana, ha deciso di affrontare in prima persona il fenomeno dei furti e dei borseggi alla Stazione Centrale di Milano. Ospite in collegamento nel programma televisivo Ore 11, il ragazzo ha ripercorso le tappe di una battaglia quotidiana condotta sia sul campo sia attraverso la propria rete di canali digitali.
La dinamica delle sue azioni si sviluppa in due momenti ben distinti: la prevenzione immediata sul posto e la segnalazione successiva sul web. Quando si accorge della presenza di malintenzionati in azione tra i binari o nei pressi della galleria commerciale, Bilal interviene prima di tutto avvisando a voce i viaggiatori vicini. Subito dopo comincia a documentare la scena con il proprio telefono cellulare. I video girati vengono successivamente pubblicati sulle sue piattaforme social per consentire a pendolari e turisti di identificare i volti delle persone coinvolte e adottare le dovute precauzioni.
Non si tratta, come ci tiene a precisare lo stesso creatore di contenuti, di una ricerca di popolarità o di un guadagno personale. La motivazione principale nasce dal profondo legame con il Paese in cui vive, definito da lui stesso su Instagram come la sua seconda casa, e da un forte rifiuto morale di fronte agli episodi di microcriminalità ai danni dei passeggiatori.
Nel corso della sua testimonianza sono emersi dettagli precisi sul modus operandi dei borseggiatori che presidiano la zona dello snodo ferroviario milanese:
Età e abbigliamento: Un numero significativo di soggetti è composto da minorenni e giovani ragazzi, soliti indossare abiti curati ed eleganti per mimetizzarsi tra i viaggiatori senza destare alcun sospetto.
Strategie di approccio: Il metodo più ricorrente consiste nel fingere di voler offrire assistenza, prendendo di mira in particolar modo le persone anziane o i turisti disorientati con bagagli ingombranti.
Struttura dei gruppi: Secondo l’osservazione sul campo condotta da Bilal, le persone dedite ai furti appartengono spesso alle medesime batterie organizzate, i cui componenti operano in sintonia e si conoscono tra loro.
L’impegno del giovane ha attraversato anche una fase iniziale caratterizzata da metodi decisamente singolari. Durante i primi interventi, infatti, Bilal era solito spruzzare della vernice spray addosso ai sospetti per macchiarne i vestiti e facilitarne il riconoscimento da parte dei passanti e delle forze dell’ordine. Questa condotta è stata tuttavia interrotta a seguito di un controllo della Polizia di Stato, durante il quale gli è stato chiarito che tale pratica non è consentita dalla legge. Da quel momento in poi, l’attività si è concentrata esclusivamente sulla dissuasione verbale e sulla documentazione visiva tramite smartphone.
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