Brera ritrova i suoi maestri: il grande gesto dei mecenati con i disegni di Bossi e Appiani

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In occasione del 250° anniversario della fondazione dell’Accademia di Brera, un gruppo di mecenati milanesi, coordinati dal neopresidente dell’istituzione Marco Galateri, ha compiuto un importante gesto acquistando all’asta un prezioso album contenente 380 disegni. Questa straordinaria raccolta, che va a integrare il patrimonio storico braidense, appartenne originariamente a Giuseppe Vallardi e proviene dalla collezione privata Venzaghi, come testimonia l’iscrizione sul frontespizio che ne attesta la raccolta nel 1821. L’arrivo di quest’opera si aggiunge ad altre storiche donazioni ricevute dall’Accademia nel corso dei secoli, come i 344 disegni di Appiani donati da Enrico Cernuschi nel 1820 e i 612 fogli di area neoclassica giunti nel 1882 grazie a Giberto Borromeo Arese.

La creazione di questo imponente volume, che misura circa 56,5 per 73 centimetri con uno spessore di oltre sette centimetri, si deve proprio al celebre editore e libraio milanese Giuseppe Vallardi. Egli orchestrò la disposizione dei fogli sulle singole pagine accostando i disegni per affinità tecnica o tematica, con l’intento preciso di restituire una panoramica completa dell’officina creativa di Giuseppe Bossi, pittore e primo segretario dell’Accademia nato a Busto Arsizio nel 1777 e scomparso a Milano nel 1815. Sebbene la quasi totalità della raccolta sia di mano di Bossi, tre dei 380 disegni complessivi sono invece riconducibili ad Andrea Appiani, celebre premier peintre di Napoleone a Milano.

I fogli rivelano la profonda erudizione di Bossi, che traeva la sua ispirazione principale dai grandi maestri del passato come Michelangelo, Raffaello e Leonardo. L’artista si muoveva con disinvoltura tra tecniche diverse, alternando l’uso della matita, della penna, della biacca e della sanguigna per dare vita sia a schizzi veloci e studi di figure in movimento, sia a composizioni decisamente più complesse, tra cui spiccano i soggetti sacri e il gruppo posizionato davanti alla sfinge.

Di particolare rilievo storico sono i fogli preparatori per il grande cartone della Deposizione di Cristo, un’opera di chiara ispirazione michelangiolesca custodita nella cappella di Villa Melzi a Bellagio. Molti altri disegni dell’album sembrano legati proprio alle decorazioni di questa dimora sul lago di Como, suggerendo nuove e interessanti prospettive di studio. Infine, una serie di schizzi mostra la figura nuda di Napoleone insieme alle allegorie della Fortuna e dell’Italia, offrendo una preziosa testimonianza visiva delle fasi di ideazione del monumentale dipinto intitolato Riconoscenza della Repubblica Italiana a Napoleone, realizzato nel 1802 e oggi conservato proprio tra le collezioni dell’Accademia di Brera.

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