Un sistema di “underground banking” capace di muovere decine di milioni di euro fuori dai canali ufficiali e dalle norme antiriciclaggio è stato smantellato dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano. L’operazione, coordinata dalla Procura di Milano, ha portato alla denuncia di 87 persone per associazione per delinquere, reati tributari e riciclaggio, oltre al sequestro di 1,2 milioni di euro in contanti, orologi di lusso e gioielli. L’indagine, condotta dal Primo Nucleo Operativo Metropolitano, ha svelato un’organizzazione criminale tra Milano e Brescia. Il meccanismo prevedeva l’offerta di fatture per operazioni inesistenti, emesse da società “cartiere” gestite da un gruppo di cinesi, a favore di imprese attive nel settore dei metalli ferrosi. Una volta ricevuti i bonifici per le false prestazioni, l’organizzazione trasferiva le somme su conti esteri e, contemporaneamente, restituiva agli imprenditori il corrispettivo in contanti tramite corrieri, trattenendo una commissione. Complessivamente, le fiamme gialle hanno ricostruito fatturazioni fittizie per oltre 115 milioni di euro e accertato flussi finanziari verso l’estero per circa 80 milioni. Tra i denunciati figurano anche un commercialista e un consulente finanziario. Le perquisizioni, che hanno visto l’impiego di 200 finanzieri, si sono estese alle province di Bergamo, Brescia, Rimini, Padova, Teramo, Treviso e Latina.
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