Consiglio regionale premia gli agenti che hanno restituito la carrozzina rubata a una giovane insegnante disabile

Lombardia

C’è un punto preciso in questa storia in cui la cronaca smette di essere soltanto cronaca giudiziaria e diventa qualcosa di più profondo. Non il furto. Non la denuncia. Nemmeno il ritrovamento.

Il punto è un altro: una carrozzina elettrica smontata pezzo per pezzo e alcuni agenti che decidono di non limitarsi a recuperarla, ma di ricomporla materialmente prima di riconsegnarla alla proprietaria.

È questo dettaglio che martedì 12 maggio, ha spinto il Consiglio regionale della Lombardia a premiare gli agenti della Polizia di Stato del commissariato Lorenteggio protagonisti del recupero della carrozzina elettrica rubata a Valeria Scommegna, giovane docente di filosofia in una scuola superiore milanese. La cerimonia si è svolta a Palazzo Pirelli, a Milano, dove il presidente del Consiglio regionale Federico Romani ha consegnato agli agenti la medaglia di Sant’Ambrogio, sottolineando il valore umano e simbolico dell’intervento.

Oggi non premiamo solo un intervento efficace delle forze dell’ordine. Con questo riconoscimento vogliamo premiare un gesto che ha restituito dignità, serenità e fiducia a una persona colpita da un atto vile”, ha dichiarato Romani.

Perché quella carrozzina non era un bene qualsiasi. Era autonomia personale. Mobilità. Quotidianità. Possibilità di lavorare, muoversi, vivere. La vicenda risale allo scorso 15 aprile, quando la carrozzina elettrica della ventisettenne è stata rubata dall’androne del palazzo in cui vive, nel quartiere Baggio, periferia sud-ovest di Milano. Due giorni dopo, il 17 aprile, la docente aveva affidato ai social un appello pubblico denunciando quanto accaduto. Un gesto ormai tipico della contemporaneità urbana: quando il danno supera il semplice valore economico, le persone cercano nella rete una comunità che supplisca al senso di impotenza. Ed è qui che entra in scena il commissariato Polizia di Stato di Lorenteggio, guidato dal vice questore aggiunto Antonio Fragomeni.

Gli agenti hanno avviato gli accertamenti e, dopo due giorni di indagini, sono riusciti a recuperare la carrozzina. Ma non integra. Era stata smontata.
Secondo quanto emerso, il presunto responsabile, un trentunenne di origini brasiliane, avrebbe agito con l’obiettivo di rivendere separatamente i pezzi. L’uomo è stato denunciato per ricettazione. Gli agenti non si sono limitati a sequestrare il materiale recuperato. Hanno rimesso insieme i componenti, ricostruendo la carrozzina prima della riconsegna alla proprietaria.

Un gesto pratico, quasi artigianale, che il presidente Romani ha voluto evidenziare nel suo intervento: “Di fronte a un gesto che ha colpito la libertà di movimento, l’autonomia, la quotidianità di una donna e che ha ferito il senso stesso di comunità, gli agenti hanno indagato, cercato, ricostruito. Ma soprattutto non si sono fermati al semplice ritrovamento. La carrozzina, infatti, era stata smontata pezzo per pezzo: quei pezzi sono stati recuperati, rimessi insieme, ricomposti con pazienza e con umanità. Questo dettaglio fa tutta la differenza”.

La sicurezza non dev’essere solo repressione. Nella comunicazione politica italiana si parla quasi sempre di sicurezza in termini numerici: arresti, pattugliamenti, reati, statistiche. Qui invece emerge un’altra dimensione: quella relazionale.
Federico Romani lo ha esplicitato chiaramente: “La Polizia di Stato rappresenta un presidio di sicurezza fondamentale, un punto di riferimento per i cittadini. Ma la sicurezza non è fatta soltanto di repressione dei reati. La sicurezza è anche restituire fiducia. È far sentire le persone protette. È dimostrare che lo Stato c’è e che non resta indifferente davanti alle fragilità”.
È una riflessione che merita di essere presa sul serio e non liquidata come retorica istituzionale. Perché il nodo vero è proprio questo: quando viene colpita una persona fragile o vulnerabile, il danno sociale supera quasi sempre quello materiale.
Rubare una carrozzina elettrica non equivale a sottrarre un comune mezzo di trasporto. Significa compromettere l’autonomia fisica di chi la utilizza. E infatti la reazione pubblica alla vicenda è stata molto più forte di quella che accompagna normalmente un episodio di furto.
Non tanto per il valore economico dell’oggetto, ma per il significato umano del gesto.

Gli agenti premiati a Palazzo Pirelli

A ricevere il riconoscimento ufficiale sono stati:
Danilo Atteo
Nicola Verde
Giovanni Lasiepe
Tommaso Del Prete
Giovanni Di Carluccio

Presente alla cerimonia anche Angelo De Simone, Dirigente del Commissariato Garibaldi – Venezia.

Una storia che racconta anche Milano

Questa vicenda racconta anche un’altra cosa: la fragilità crescente dello spazio urbano.
Perché il furto è avvenuto dentro un condominio. In un androne. Non in una strada isolata. E racconta anche un fenomeno ormai consolidato: il mercato parallelo dei pezzi di dispositivi sanitari e mezzi per la mobilità assistita, che negli ultimi anni è cresciuto proprio grazie alla possibilità di rivendere componenti singole attraverso circuiti informali e piattaforme online.

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