Emergenza in via Rizzoli 27/A: ascensore ancora rotto, residenti prigionieri in casa

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Il diritto alla mobilità e all’accessibilità domestica rappresenta un pilastro fondamentale della dignità urbana, specialmente quando si parla di edilizia residenziale pubblica. La segnalazione del Consigliere Marco Cagnolati mette in luce una ferita aperta nel quartiere di via Rizzoli, dove il malfunzionamento cronico di un ascensore cessa di essere un semplice guasto tecnico per diventare una barriera architettonica e sociale insormontabile. Attraverso questa denuncia, emerge la necessità di un’amministrazione che non solo ripari, ma garantisca continuità e rispetto per le fasce più fragili della popolazione.

Via Rizzoli 27/A – ascensore nuovamente rotto

Il diritto alla normalità sembra essere un lusso lontano per gli abitanti dello stabile MM situato in via Rizzoli 27/A. Con una nuova e accorata segnalazione indirizzata al Sindaco e all’Assessore competente, il Consigliere Marco Cagnolati (FdI) ha sollevato nuovamente il velo su una situazione definita “insostenibile”: l’ascensore del palazzo è ancora una volta fuori servizio.

Un calvario di rinvii

La vicenda non è nuova, ma si trascina attraverso mesi di promesse mancate. Già in passato ai residenti erano stati prospettati tempi di ripristino decisamente lunghi: inizialmente il termine dei lavori era stato fissato per il 28 febbraio 2025, per poi essere prorogato al 28 marzo. Tuttavia, nonostante le attese e i disagi già accumulati, l’impianto ha smesso nuovamente di funzionare, gettando lo stabile nel caos.

Le ripercussioni sui più fragili

Il guasto non rappresenta solo un fastidio logistico, ma una vera e propria emergenza sociale. Il Consigliere sottolinea come il blocco dell’ascensore colpisca duramente:

  • Anziani e persone con disabilità, per i quali le scale rappresentano un ostacolo insuperabile.

  • Nuclei familiari residenti ai piani alti, costretti a fatiche quotidiane per le attività più semplici, come la spesa o il trasporto di passeggini.

Il rischio concreto è l’isolamento forzato: molte persone si ritrovano di fatto impossibilitate a uscire di casa autonomamente, vedendo lesa la propria libertà di movimento e la propria dignità.

Le richieste all’amministrazione

Di fronte a quella che viene descritta come una situazione “fortemente critica”, Cagnolati non si limita alla denuncia, ma esige risposte immediate e concrete attraverso tre punti chiave:

  1. Ripristino immediato: un intervento urgente per far tornare l’impianto in funzione nel più breve tempo possibile.

  2. Trasparenza: un chiarimento definitivo sulle cause che portano a guasti così frequenti e sui motivi dei continui ritardi tecnici.

  3. Tutela dei fragili: la valutazione di soluzioni temporanee o interventi straordinari che possano supportare chi, a causa della propria condizione fisica, sta subendo i danni maggiori da questo disservizio.

La palla passa ora a Palazzo Marino, da cui i residenti di via Rizzoli si aspettano non più rinvii, ma fatti concreti per poter finalmente tornare a vivere la propria abitazione senza l’incubo delle scale.

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