Il dibattito sulla futura linea M6 entra nel vivo con la rivelazione delle sette varianti di tracciato attualmente al vaglio per servire il quadrante sud di Milano. Tra ipotesi di nuove infrastrutture e possibili estensioni della linea verde, ecco lo stato dell’arte su percorsi e tempistiche del progetto nell’articolo di MILANO CITTA’ STATO.
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Nuova M6 o estensione M2? Tutte le direzioni possibili partendo dal Sud e la novità sul cronoprogramma per la scelta del tracciato
La futura M6 sempre più al centro di cronache e indiscrezioni. Mentre si attende l’avvio del percorso partecipativo, iniziano a trapelare tutte le varianti di tracciato della linea rosa oggetto dello studio. Molte di queste riguardano il sud della città, in particolare il Municipio 5 in quanto il meno servito dalla metropolitana. Vediamo nel dettaglio l’ultima anticipazione emersa.
I sette rami possibili della M6: l’ultima anticipazione sulla metro rosa (con la variante M2)
# Nuova M6 o estensione M2? Tutte le direzioni possibili partendo da piazza Abbiategrasso
Milano sud tracciati M2-M6
Partiamo dal primo punto fermo: il Municipio 5 è quello più bisognoso di metropolitane. Per questo motivo, tra le ipotesi allo studio per la nuova M6, diversi tracciati valutati da MM e Comune di Milano insistono proprio nel quadrante sud est della città. L’ultima news è quella uscita sul periodico il Sud Milano che ha pubblicato le sette varianti oggetto di studio, tutte con partenza da piazza Abbiategrasso:
il primo tracciato collega Monti Sabini e prosegue verso Selvanesco e Ripamonti, attuale capolinea del tram 24
il secondo si dirige verso Ortles
il terzo costruisce un asse continuo fino a piazzale Lodi e Cuoco
il quarto estende questo schema fino a Morsenchio, Santa Giulia e Ponte Lambro
il quinto devia da Cuoco verso Zama
il sesto introduce una direttrice alternativa verso Nosedo e Rogoredo
il settimo si sviluppa su Quaranta, Angilberto e Corvetto
# Sarà una M6 o la prosecuzione della M2?
Le alternative da piazza Abbiategrasso
Ma sarà M6 oppure un’estensione della M2? Accanto agli scenari tecnici emerge una posizione politica chiara. Il presidente del Municipio 5, Natale Carapellese, ha indicato come priorità proprio la realizzazione del tratto che da piazza Abbiategrasso consente di intercettare la M3, indipendentemente dalla soluzione che verrà scelta per la nuova infrastruttura.
Tra le ipotesi considerate c’è quella di costruirlo come un prolungamento della M2. Il vantaggio di questa impostazione è legato al fatto che si innesterebbe su una linea esistente, riducendo la necessità di nuove opere complesse, con effetti diretti su tempi e costi di realizzazione, che risulterebbero più contenuti rispetto a una linea completamente nuova.
In futuro, qualora la M6 venisse realizzata, il tracciato potrebbe esservi ricondotto, diventandone parte integrante, sia attraverso la separazione del ramo sia con interventi limitati su denominazione, segnaletica e allestimento delle stazioni. La richiesta è che questo segmento venga realizzato per primo, così da colmare il divario infrastrutturale del sud Milano senza attendere l’intero sviluppo della linea.
Questa è solo l’ultima delle indiscrezioni che filtrano sulla M6. Ma c’è anche una novità sul cronoprogramma del percorso partecipativo per la scelte del tracciato.
# Il calendario aggiornato: confronto spostato verso l’autunno
Il cronoprogramma del confronto per la scelta del tracciato conferma una scansione lungo tutto il 2026 ma introduce una differenza tra impostazione e sviluppo operativo. Entro maggio è prevista la pubblicazione dell’avviso per individuare il soggetto che affiancherà il Comune nel percorso partecipativo, seguita da una fase iniziale di circa un mese.
Il confronto pubblico, con la presentazione degli scenari e la raccolta delle osservazioni, viene spostato verso l’autunno rispetto alle ipotesi iniziali (anche su richiesta dei municipi ndr), quando si terranno i primi incontri ufficiali. Dopo la rielaborazione, inizialmente programmata tra ottobre e novembre ma che probabilmente slitterà in avanti, è prevista l’individuazione del tracciato definitivo. A seguire, tra dicembre e l’inizio del 2027, è indicata la chiusura della prima fase partecipativa con l’incontro pubblico di restituzione dell’elaborato.
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