Senza dimora: al Centro Sammartini presentazione del progetto “Fare Posto”

Milano

Oggi, domenica 19 aprile, a partire dalle ore 18, presso il Centro Sammartini di via Sammartini 120, si terrà la presentazione di “Fare Posto“, progetto portato avanti da sette studentesse del biennio specialistico in Interior Design di IED Milano con lo scopo di ripensare gli spazi della prima accoglienza all’interno della struttura che rappresenta la porta di accesso ai servizi cittadini dedicati alle persone senza dimora.
I tre lavori, che saranno esposti con i relativi prototipi dal 20 al 24 aprile nei suggestivi tunnel sotto i binari della stazione Centrale, sono frutto di un dialogo tra creatività e responsabilità sociale, condotto con il Comune di Milano e gli operatori del Centro Sammartini, con il supporto di Fondazione Francesco Morelli: attraverso micro-interventi progettuali a basso impatto trasformativo, arredi specifici per le attività del centro, dispositivi flessibili e mobili destinati sia ai cittadini sia agli operatori, le proposte progettuali restituiscono visibilità e appartenenza a chi vive ai margini, creando luoghi riconoscibili e caratterizzati da funzionalità e bellezza.
Fare Posto si è svolto sotto la guida di Davide Fabio Colaci, architetto e coordinatore del biennio specialistico IED in Interior Design, e del docente IED Riccardo Ferrari.
“Un habitat accogliente può essere il medium privilegiato nel processo d’ascolto e di orientamento della fragilità: il Design ha proprio l’ambizione e l’onere di costituirsi come una risposta inclusiva e funzionale, che aiuti a trasformare i fruitori di un centro come il Sammartini da utenti in soggetti abitatori – commenta Colaci –. Il lavoro svolto in IED ha indagato come il progetto d’interni possa intervenire per rileggere ambienti caratterizzati da usi ibridi, temporanei e in continua trasformazione. In questo contesto, i prototipi presentati si configurano non come semplici risposte funzionali alle esigenze di uno spazio, ma come strumenti aperti e adattivi, capaci di sostenere e amplificare le pratiche quotidiane del centro, favorendo nuove forme di interazione tra operatori, ospiti e comunità esterna”.
Nello specifico, il progetto “Gentle frame”, di Alessia Martinez ed Ekaterina Sharova, propone un sistema modulare e riconfigurabile in alluminio e sughero riciclato che organizza lo spazio dell’accoglienza in piccoli ambienti dagli usi flessibili.

Kaleidoscope, di Federica Avon, Damla Dinckan e Olga Matsiuk, punta su un dispositivo mobile che combina schermatura visiva e acustica per garantire privacy e intimità negli spazi di ascolto.

Synestesia, di Jahnavi Desai e Stefania Straziuso, propone un sistema mobile e aggregabile di sedute e piani di lavoro che favorisce collaborazione e interazione tra operatori e utenti.
A inaugurare l’esposizione sarà una conversazione sul tema dell’accoglienza come infrastruttura e sulla fragilità come luogo d’incontro, capace di immaginare convivenza ed esercitare gentilezza. Dopo i saluti istituzionali dell’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé e dell’assessora del Municipio 2 Donatella Ronchi, il dialogo vedrà protagonisti lo scrittore e architetto Gianni Biondillo, Davide Fabio Colaci e Miriam Pasqui, responsabile dell’Unità grave emarginazione dell’Assessorato al Welfare e Salute del Comune di Milano, moderati da Federica Zambeletti, fondatrice e direttrice Artistica di KoozArch.

A seguire, il VJ Set curato dagli studenti della scuola di Arti Visive di IED Milano: un’esperienza sensoriale condivisa e contemporanea che espande i temi dell’accoglienza, della fragilità e della convivenza.
Le tre proposte.
GENTLE FRAME, di Alessia Martinez ed Ekaterina Sharova, interpreta lo spazio dell’accoglienza al Centro Sammartini come un sistema aperto di elementi mobili e riconfigurabili. I moduli interni e la disposizione si adattano a esigenze variabili, accompagnando tanto le condizioni relazionali degli utenti quanto le necessità degli operatori. Il prototipo è costituito da un telaio in profili canalizzati in alluminio, che struttura e accoglie volumi modulari in sughero riciclato, impiegati come sedute e dispositivi di separazione. Due pannelli in lamiera forata, collocati sui lati corti, definiscono superfici di appoggio e soglie visive, contribuendo alla costruzione di micro-ambienti flessibili. L’unità realizzata si configura come un primo elemento prototipale di una più ampia famiglia di moduli, pensata per sostenere e articolare il funzionamento dello spazio di accoglienza del centro in maniera potenzialmente infinita.
KALEIDOSCOPE, di Federica Avon, Damla Dinckan, Olga Matsiuk, affronta il tema della privacy negli spazi di ascolto del Centro Sammartini attraverso un dispositivo mobile di schermatura. Vista e suono diventano i due parametri attraverso cui l’utente può ritrovare una dimensione di intimità nell’atto del raccontarsi. Le gambe metalliche zavorrate, con configurazione a V rovesciata, garantiscono stabilità agli schermi circolari eccentrici. Il primo, di natura visiva, è realizzato in policarbonato alveolare cannettato; il secondo, a funzione acustica, è composto da un sandwich di materiali fonoassorbenti. Quest’ultimo può ruotare attorno al perno del cavalletto, consentendo diverse configurazioni e adattandosi a differenti altezze e modalità d’uso.
SYNESTESIA, di Jahnavi Desai e Stefania Straziuso, esplora le relazioni tra gli operatori del Centro Sammartini, rafforzando pratiche consolidate e attivando nuove dinamiche tra operatori, utenti e comunità esterna attraverso un dispositivo che favorisce interazione e collaborazione. Il progetto si configura come un’unità che integra seduta e piano di lavoro, pensata per accogliere tre o quattro operatori. I piani in multistrato con finitura in laminato sono sostenuti da una struttura in profili canalizzati in alluminio, montata su ruote per garantirne la mobilità. I quattro moduli realizzati, aggregabili lateralmente e frontalmente, danno forma a un sistema flessibile capace di accogliere simultaneamente tutti gli operatori del centro, configurando uno spazio condiviso attorno a un tavolo conviviale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.