San Siro: il direttore generale del Comune Malangone non consegna le password agli inquirenti

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Christian Malangone, direttore generale del Comune di Milano e tra i nove soggetti iscritti nel registro degli indagati per la vicenda legata alla vendita dello stadio di San Siro e delle zone limitrofe a Milan e Inter, ha scelto di non collaborare con la Guardia di Finanza riguardo all’accesso ai propri dispositivi. Durante le attività di perquisizione avvenute martedì 31 marzo, il dirigente ha infatti negato il rilascio delle password per sbloccare sia il computer che il cellulare forniti dall’amministrazione. La notizia è stata riportata dal giornalista Luigi Ferrarella sulle pagine del Corriere della Sera.

La legittimità della strategia difensiva

Dalle ricostruzioni emerge che la presa di posizione di Malangone rientra pienamente nelle facoltà di legge ed è frutto di un preciso consiglio del suo difensore. Di conseguenza, spetterà ora agli inquirenti il compito di tentare la decriptazione forzata degli apparecchi per analizzarne i file. In alternativa, l’attività investigativa potrebbe puntare a ottenere i dati necessari analizzando i dispositivi sequestrati alle altre otto persone coinvolte o a figure non indagate, come Carmela Francesca, vice di Malangone a Palazzo Marino. Le sue comunicazioni elettroniche e le chat potrebbero infatti contenere elementi rilevanti ai fini dell’indagine.

Il profilo di Malangone

Alla guida della macchina amministrativa milanese dal luglio 2018, Malangone vanta un percorso accademico in Lettere presso l’Università Cattolica. Dopo le prime esperienze nel settore delle agenzie per il lavoro, si è specializzato nella logistica per la Regione Lombardia. Il suo legame professionale con Giuseppe Sala inizia nel 2006, quando l’attuale sindaco (allora direttore generale sotto la giunta Moratti) lo scelse prima per il Facility Management e successivamente come suo vice.

Il sodalizio proseguì nel 2011 con l’avventura di Expo, dove Malangone ricoprì i ruoli di responsabile della pianificazione e, in seguito, di direttore generale. Nel 2016, con l’elezione di Sala a primo cittadino, rimase all’interno della struttura di Expo come direttore dell’Ufficio liquidazione fino al 2018. In quel periodo ha ricoperto incarichi anche per la Camera di Commercio, guidando la holding immobiliare dell’ente. Dopo il ritorno a Palazzo Marino nel 2018 come dg, nel 2023 è stato nominato membro del consiglio d’amministrazione della Fondazione Milano Cortina 2026.

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