Si è tenuta martedì mattina la prima udienza del processo che vede il Ministero dell’Interno chiedere un risarcimento di oltre 3 milioni di euro all’associazione Mamme Antifasciste del Leoncavallo, in relazione allo sgombero dell’ex sede del centro sociale in via Watteau.
Al termine la portavoce dell’associazione, Marina Boer, assieme a Mirko Mazzali, avvocato che li assiste e assessore in Municipio 9, e Daniele Farina, ex parlamentare e storico esponente del centro sociale, hanno avuto un incontro con la stampa fuori dal Tribunale, in corso di Porta Vittoria. “Penso sia evidente che si tratti di una causa promossa per ragioni politiche, non certo solamente tecniche: il timore è che ci sia la volontà di creare un precedente da applicare ad altre situazioni analoghe per toglierle di mezzo“.
Mazzali ha spiegato i dettagli tecnici della vicenda: “Il Ministero dell’Interno è stato condannato a risarcire circa 3 milioni e 100 mila euro alla società Orologio S.r.l., la società della famiglia Cabassi proprietari dell’area di via Watteau, perché tra il 2014 e il 2024 non avrebbe messo a disposizione le forze dell’ordine per eseguire lo sgombero. Ora il Ministero, in maniera impropria e surreale, chiede questi soldi all’associazione, sostenendo che sia colpa nostra se lo sgombero non è avvenuto. La realtà è che in questi dieci anni il Ministero non è intervenuto perché erano correttamente in corso trattative e la ricerca di soluzioni alternative“.
“Anche a Roma il Ministero è stato condannato in primo grado a pagare 21 milioni di euro alla proprietà di uno spazio abitativo occupato. – ha poi aggiunto Farina, accennando alla vicenda dello stabile Spin Time Labs di Roma, occupato dal 2013 e di proprietà del InvestiRE Sgr – Il rischio è che questa prassi diventi una modalità per risolvere in via giudiziaria questioni che hanno un carattere eminentemente sociale. In ogni caso il Leoncavallo sta lavorando per riallocarsi e riprendere le attività, nello spazio di via Watteau o in un altro luogo” ha concluso Farina. Il Tribunale ha fissato la data della prossima udienza per il 24 novembre 2026.
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