Trasporti, il Comune punta sui minibus privati per integrare bus e taxi

Milano

Il consiglio comunale di Milano ha approvato una mozione presentata da Giulia Pastorella, esponente di Azione-Riformisti, che punta a integrare i minibus privati nel sistema della mobilità urbana condivisa. L’obiettivo principale del provvedimento è trasformare questi mezzi in una risorsa strategica capace di colmare le lacune lasciate dal trasporto pubblico tradizionale e dal servizio taxi.

L’iniziativa risponde a una necessità immediata causata dai disservizi che affliggono la città. La carenza di personale ha infatti costretto Atm a ridurre le corse di diverse linee di superficie, mentre il servizio taxi fatica a gestire la domanda crescente, con circa il 20% delle chiamate che resta senza risposta. In questo contesto, il van pooling si presenta come una soluzione efficace già adottata da diverse realtà private, sebbene finora sia stato fortemente limitato da vincoli normativi e logistici.

Attualmente, i veicoli di categoria M2 devono affrontare costi di accesso all’Area C molto elevati, che variano dai 60 ai 150 euro, oltre a subire divieti di transito in diverse zone a traffico limitato. L’impossibilità di utilizzare le corsie preferenziali riservate a bus e tram allunga inevitabilmente i tempi di percorrenza, rendendo il servizio meno competitivo. La mozione impegna quindi la giunta a equiparare questi operatori ai servizi di sharing, garantendo loro le stesse agevolazioni di circolazione previste per il trasporto pubblico non di linea.

L’amministrazione comunale intende ora avviare un confronto diretto con gli operatori del settore per abbattere le barriere burocratiche esistenti. Attraverso questa apertura al mercato privato della mobilità collettiva, Milano punta a ridurre sensibilmente il numero di auto private in circolazione, con l’obiettivo di abbassare i livelli di inquinamento e rendere il traffico cittadino più fluido.

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