Dalle sponde della M2 a Rozzano fino ai binari della M5 verso Settimo, diversi progetti di espansione della rete sotterranea sembrano aver perso slancio. Tra studi di fattibilità datati e nuove priorità infrastrutturali, ripercorriamo in questo interessante articolo di Milano Città Stato la storia e lo stato attuale dei tre tracciati che avrebbero dovuto cambiare il volto della mobilità nell’hinterland milanese.
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# M3 oltre Comasina: studio finanziato e poi superato dalla metrotranvia?

Dal capolinea nord la linea gialla avrebbe dovuto estendersi verso Cormano e Paderno Dugnano. Lo studio di fattibilità, finanziato nel 2020, aveva analizzato più configurazioni progettuali con costi compresi tra circa 400 e 950 milioni e tracciati variabili fino a oltre 8 chilometri. Alcuni scenari prevedevano il capolinea al Parco Toti di Paderno, mentre altri deviavano verso est intercettando i flussi della Milano-Meda e della Rho-Monza, con l’obiettivo di riconnettersi ai principali assi di traffico e aumentare la domanda potenziale, stimata in decine di migliaia di spostamenti giornalieri in parte sottraibili all’uso dell’auto privata. Nonostante questo livello di analisi, non risultano da allora ulteriori sviluppi formali sul prolungamento della M3. Al suo posto potrebbe esserci il percorso di riqualificazione della Milano-Limbiate in metrotranvia.
# M2 verso Rozzano e Binasco: inserita nel piano ma senza progressi dopo il 2022

La linea verde si ferma dal 2011 ad Assago, ma nei piani di medio termine avrebbe potuto estendersi fino a Rozzano. L’intervento era stato inserito nel PUMS come completamento oltre il confine comunale. Già nel 2015 gli studi indicavano una sostenibilità economica limitata ai tracciati a basso costo, preferibilmente in superficie. In questo quadro l’estensione breve risultava una delle poche con indicatori marginalmente positivi. Nel 2022 era stato previsto uno studio di fattibilità fino a Binasco, passando per Rozzano con fermate intermedie a Zibido e Basiglio, affiancato dalla valutazione di tre alternative BRT su direttrici distinte o integrate. In parallelo il piano prevedeva anche il prolungamento della linea tranviaria 15 verso l’ospedale Humanitas. Nonostante queste indicazioni, negli anni successivi non si sono registrati avanzamenti formali.
# M5 verso Settimo: il tracciato di 4 fermate rientrato nel cassetto

Verso Monza la linea è entrata nella fase di gara, mentre sul lato opposto il quadro si è fermato. A svelare lo stop al progetto, almeno temporaneo, è stata Giulia Pelucchi, Presidente del Municipio 8 di Milano. In una risposta a un post sulla sua pagina facebook del 7 gennaio 2026 ha affermato che «al momento non è previsto». Nel 2024 erano state comunque effettuate indagini geognostiche nel Parco di Trenno, con perforazioni commissionate da Metropolitana Milanese per verifiche sul sottosuolo, segno di un livello preliminare di approfondimento.
Negli anni erano stati elaborati diversi scenari, con tracciati fino a 4,5 km e sette fermate verso Settimo Milanese. Una versione successiva riduceva l’estensione a quattro stazioni: Sant’Elena, Quinto Romano, Quarto Cagnino e capolinea a Settimo, con un costo stimato intorno ai 400 milioni. Un’ulteriore ipotesi accorciava il tracciato a circa 2,5 km con due fermate per circa 350 milioni, mentre una prospettiva più ampia prevedeva una prosecuzione verso Magenta in forma di metrotranvia per circa 20 km complessivi, mai sviluppata operativamente.
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