I dati del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, che si è svolto il 22 e 23 marzo 2026, mostrano una partecipazione significativa in Lombardia, superiore alla media nazionale.
La partecipazione in Lombardia è stata molto elevata:
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Affluenza finale regionale: 63,75%
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Affluenza nazionale: 58,93%
In controtendenza rispetto al dato nazionale (dove ha vinto il No con il 53,9% contro il Si al 46,06%),
in Lombardia ha prevalso il Sì: 53,57%, contro il No: 46,43%
A Milano città l’affluenza al referendum sulla riforma della magistratura si è attestato al 65,12%
A Milano città vince il ‘no’ con il 58,33%, ma guardando al voto nei singoli Municipi, si differenzia il Municipio 1 dove prevale il sì al 51,12%. In tutti gli altri Municipi si registra la vittoria del ‘no’ con affermazione più alta nel Municipio 3, al 61%.
I Municipi di Milano dove si è registrata maggiore affluenza al referendum sulla riforma della magistratura sono proprio il Municipio 1 (69,92%) e il Municipio 3 (69,70%).
Nelle altre province il Sì ha ottenuto un margine molto netto, compensando ampiamente il risultato di Milano:
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Bergamo: Il Sì ha raggiunto il 58,80%.
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Brescia: Il Sì si è attestato intorno al 58%.
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Varese: Sì sopra il 55%.
La Lombardia si è dunque confermata, insieme a Veneto ( 61,2%) e Friuli-Venezia Giulia (54,0%) una delle tre regioni “roccaforti” del Sì in questa consultazione.
“Viva la Lombardia! Oggi più che mai rivendico l’orgoglio di essere lombardo e desidero ringraziare la gente di questa regione”. Così il presidente della Regione Attilio Fontana, commenta l’esito del referendum sulla Giustizia che in Lombardia ha visto prevalere il ‘sì’. “Il risultato elettorale in democrazia va sempre accettato – aggiunge il governatore – ma lasciatemi sottolineare come, ancora una volta, la mia Lombardia abbia dimostrato di essere una terra coraggiosa e i lombardi fautori del cambiamento e dell’innovazione.
“Abbiamo provato a modernizzare il Paese su un tema importante come la giustizia, ma purtroppo non è andata come speravamo. Volevamo metterci al pari delle grandi democrazie occidentali e invece dobbiamo prendere atto che non siamo riusciti a trasmettere fino in fondo la nostra visione di cambiamento nonostante il grande impegno di Forza Italia e di tutto il centrodestra”. Lo dichiara Stefano Benigni, vicesegretario nazionale di Forza Italia, commentando i risultati del referendum.
“Questo referendum – sottolinea il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Carlo Maccari – rappresenta il segno concreto di un Governo che ha avuto il coraggio di affrontare una riforma complessa, mantenendo fede agli impegni presi con gli italiani. Il dato lombardo è particolarmente significativo: un Sì deciso, che va oltre le aspettative e conferma la volontà di cambiamento. A livello nazionale, invece, il quadro appare più disomogeneo, con alcune aree – soprattutto al Sud – segnate da un forte astensionismo. Ma sia chiaro: non si tratta di una sconfitta per il Governo, bensì di un’occasione mancata per la Nazione. Noi andiamo avanti, perché quella sulla giustizia è una battaglia di civiltà”.
Festeggiamenti in piazza Duomo del comitato per il ‘No al referendum della giustizia. L’appuntamento, convocato per le 18, ha visto rappresentanti dei diversi partiti del centrosinistra, con bandiere di Pd, Avs, M5S, Rifondazione. Presenti anche Anpi, Arci e Cgil.
Il capogruppo Dem in Consiglio regionale Pierfrancesco Majorino ha parlato di “porta in faccia per il Governo della destra di Meloni e Ignazio La Russa” e a una domanda dei giornalisti sull’esito delle urne in Regione ha replicato: “in Lombardia ha vinto il ‘sì’, anche se credo che la destra si aspettasse un risultato migliore. In città abbiamo dato 15 punti di differenza al ‘sì’; si diceva che a Milano la partita era apertissima, invece il segnale è stato nettissimo”
Con questa vittoria si ottengono due risultati: si ribadisce che la Costituzione non è immodificabile, ma qualunque modifica deve portare ad un miglioramento delle regole democratiche. E in secondo luogo, questa vittoria ci dice che il Paese è contendibile. Ripartiamo da qui”. Lo dichiara il sindaco Giuseppe Sala commentando l’esito del voto per il Referendum sulla Giustizia.
Il deputato 5 stelle, ed ex magistrato Federico Cafiero De Raho, ha invece sottolineato che “il risultato referendario più chiaro raggiunto è che i diritti non si toccano, così come non si toccano gli organismi che assicurano la legalità in questo Paese”.
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