Il tribunale di Milano ha emesso il verdetto di primo grado per il rogo che il 29 agosto 2021 distrusse la facciata del grattacielo Torre dei Moro. Il processo per disastro colposo si è concluso con nove condanne e quattro assoluzioni, focalizzandosi in particolare sulle responsabilità della società spagnola Alucoil, produttrice dei pannelli del rivestimento a vela che favorirono la rapidissima propagazione delle fiamme. Nonostante l’entità dell’incendio, fortunatamente non si registrarono vittime tra i residenti.
La giudice Amelia Managò della Sesta sezione penale ha inflitto la pena più alta, pari a 3 anni di reclusione, a Teodoro Martinez Lopez, legale rappresentante di Alucoil, e a Borja Curruca Ybbarra, manager delle vendite estere della stessa azienda. Entrambi hanno beneficiato delle attenuanti generiche, vedendo ridotte le richieste iniziali della procura che oscillavano tra i sette e gli otto anni. Condanne a 2 anni e 6 mesi sono state stabilite per il partner italiano Giordano Cantori e per il subappaltatore Ettore Zambonini, coinvolto nella realizzazione della facciata.
Tra gli altri condannati figurano figure tecniche e amministrative legate alla costruzione e alla sicurezza dell’edificio. Stefania Grunzweig, legale rappresentante della società committente Polo srl, ha ricevuto una pena di 8 mesi con sospensione condizionale, mentre il professionista antincendio Giampaolo Leoni e l’ingegnere Orio Delpiano sono stati condannati a 2 anni ciascuno. Pene sospese sono state accordate anche a Giampaolo Cremaschi, coordinatore della sicurezza, e a Massimo Mastrocinque, condannati rispettivamente a 1 anno e a 1 anno e 6 mesi.
Il tribunale ha invece assolto per non aver commesso il fatto quattro dei tredici imputati originari, tra cui Alberto Moro, venditore degli appartamenti, insieme a Federico Corpieri, Roberto Molinari e Giuseppe Tortini. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni. Al termine della lettura del dispositivo, la pm Marina Petruzzella ha sottolineato come il valore principale della pronuncia risieda nell’affermazione delle responsabilità legali, al di là dell’entità delle singole pene.
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