Allo Spazio Merini un omaggio d’amore alla poesia di Alda Merini

Milano

Sì, Alda Merini è ancora con noi: la sua poesia è immortale. Lo stupore e l’incanto sono il mio pianto sommesso. Dal Naviglio un vento polveroso che mi  accarezza lieve. Le luci mi ricordano la vita.

Diceva: Essere dona è sangue, gioia, perché “ La donna /è il più bel fiore di primavera “e  vola tra alberi di sogni”. Ma là “C’erano sbarre / piene di fiori / in manicomio / ma nessun uomo / che guardava dentro […]. / A volte qualche tenero uccello / veniva a morire […]. / Così tanti amici miei / poveri innocenti, sono morti. E io grido, ancora e sempre, per loro che nessuno ha mai vendicato e pianto”. (Versi inediti)

E ancora “Ho amato Milano con la potenza di un innamorato  “Milano benedetta /Donna altera e sanguigna /con due mammelle amorose /pronte a sfamare popoli del mondo, /Milano dagli irti colli /che ha veduto qui /crescere il mio amore che ora è defunto. /Milano dai vorticosi pensieri /dove le mille allegrie /muoiono piangenti sul Naviglio.” Alla sera i Navigli “…quei piccoli amorini che vibrano / la sera sul cuore di questi /ragazzi che cercano /una seconda una terza infanzia o una maturità piena di lusinghe ragazzi che non vogliono crescere /che non cercare né il passato né l’avvenire /un florilegio di ragazze bellissime e prodigiose”

Alda Merini: la poetessa dei Navigli, un ponte tra poesia e filosofia  ”L’incontro, tenuto dal professor Roberto Caracci con la collaborazione della Compagnia teatrale del CETEC (Centro Europeo Teatro e Carcere) presso lo Spazio Alda Merini, analizzerà la filosofia del corpo e del dolore presente nella poesia della poetessa milanese Alda Merini. Una sorta di sapienza oracolare nutrita di domande esistenziali. Un caos creativo dove anche l’eros diventa forza metafisica, tensione umano-divina, ponte verso l’assoluto. Una poesia del corpo come luogo del piacere e del dolore, del desiderio come preghiera, un misticismo erotico dove anche la follia diventa categoria gnoseologica, ponte verso la catarsi, la lucidità e la luce.

 Durante l’evento saranno interpretate alcune delle poesie più iconiche di Alda Merini dagli attori della Compagnia Teatrale CETEC.

L’appuntamento è per domenica 22 marzo presso lo Spazio Alda Merini in Via Magolfa 30 a Milano alle ore 10:15, con possibilità di collegamento in remoto via Zoom. È possibile partecipare alla rassegna in maniera libera e gratuita, senza necessità di prenotazioni o registrazioni.

 

Nene Ferrandi

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