Quello che per anni è stato celebrato dal sindaco Sala come il “modello Milano” — un esempio di efficienza e dialogo tra pubblico e privato — si è progressivamente sgretolato sotto i colpi delle inchieste giudiziarie. Tra arresti, dimissioni e cantieri bloccati, la città si ritrova oggi a fare i conti con una paralisi che mette in discussione le fondamenta stesse della sua crescita recente.
Dalle prime crepe al terremoto giudiziario
Tutto ha avuto inizio nella primavera del 2023 con un esposto di cittadini sulla palazzina di piazza Aspromonte. Quello che sembrava un caso isolato ha scoperchiato un vaso di Pandora, portando sotto la lente della Procura circa 150 progetti, inclusi simboli dello skyline milanese come le Park Towers e il Pirellino. La vera svolta è arrivata il 5 marzo 2025 con l’arresto dell’ex dirigente comunale Giovanni Oggioni: un terremoto che ha trasformato i dubbi tecnici in un’ipotesi di sistema opaco tra funzionari pubblici, professionisti e imprese.
Il contraccolpo politico e la giunta assediata
Il riverbero delle indagini ha travolto Palazzo Marino, portando a un valzer di addii senza precedenti. Dopo le dimissioni dell’assessore alla Casa Guido Bardelli e lo scioglimento della Commissione Paesaggio, il colpo di grazia è arrivato a luglio 2025. In quel mese, l’assessore alla Rigenerazione Urbana Giancarlo Tancredi è uscito di scena dopo essere stato coinvolto in un filone d’indagine che ha toccato anche il sindaco Sala e il patron di Coima, Manfredi Catella. A livello nazionale, il contraccolpo è stato altrettanto forte: il decreto “Salva Milano” si è arenato in Senato proprio a causa del clima di incertezza giudiziaria.
Una città ferma in cerca di una nuova bussola
Oggi, a marzo 2026, la gestione della città appare come un esercizio di difesa legale più che di visione politica. La delega all’Urbanistica è passata alla vicesindaca Anna Scavuzzo, mentre il posto lasciato vuoto da Tancredi è stato colmato solo dopo sei mesi dall’avvocato Marco Mazzei.
Nonostante l’insediamento di una nuova Commissione Paesaggio e i tentativi di sbloccare i cantieri con misure rimediali, l’incertezza regna sovrana. I processi per abusivismo edilizio proseguono e la variante del PGT, attesa per luglio, rappresenta l’ultima speranza per una Milano che sembra aver smarrito la sua proverbiale capacità di correre.
La narrazione di una Milano “locomotiva d’Italia” sembra aver ceduto il passo a una gestione difensiva, dove la tutela legale ha sostituito la visione architettonica che aveva caratterizzato l’ultimo decennio.
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Speriamo che riprenda con vigore la trasformazione profonda della città. Siamo una città contemporanea non un resto del passato inquinato e inquinante. Certo ci vuole una politica coraggiosa non un sindaco al quale bisogna urlare …risalga a bordo cazzo!