“L’urbanistica è un tema centrale per Milano e per il Paese. Riprendere un’iniziativa legislativa nazionale e il disegno del nuovo Piano Casa può essere utile per il futuro, se fondato su semplificazione, criteri oggettivi, tempi certi e soprattutto trasparenza delle decisioni amministrative, condizione indispensabile per ridare fiducia a cittadini e imprese.
Ma oggi il problema è risolvere il presente. Da oltre 600 giorni Milano è ferma: famiglie che hanno acquistato in buona fede e imprese che hanno costruito su titoli rilasciati dal Comune sono bloccate, senza sapere a che punto siano le pratiche, chi stia decidendo e con quali tempi. Questa assenza di trasparenza procedimentale è inaccettabile. E ancora oggi dopo tanto tempo si parla al futuro: organizzeremo, faremo. Ci sono imprese che attendono mesi per una autorizzazione.
Ogni richiesta edilizia e ogni titolo rilasciato devono essere conoscibili, tracciabili e consultabili online. Serve un’interlocuzione chiara con i cittadini coinvolti nel caso urbanistica. E accanto ad essi vanno tutelati i funzionari e gli impiegati dell’urbanistica, oggi sotto organico, sovraccarichi e lasciati soli, senza adeguate tutele legali e assicurative.
Chiedere firme e responsabilità straordinarie senza protezioni è sbagliato. Occorrono decisioni collegiali, riorganizzazione degli uffici e digitalizzazione. Serve poi ragionare come città metropolitana e la commissione edilizia non può essere assimilata a quella del paesaggio. Devono essere due organismi distinti.
Per sbloccare l’emergenza tutto il centro destra ha proposto un ordine del giorno unitario. Al suo interno previsioni importanti, tra cui: entro 60 giorni la risoluzione dei casi bloccati, un fondo di garanzia da 300 milioni per i danni imputabili al Comune, chiarezza definitiva nel PGT e il rafforzamento del consiglio comunale nelle autorizzazioni di operazioni complesse restituendo al consiglio comunale la titolarità delle scelte urbanistiche. E aggiungo il coinvolgimento dei municipi che sono gli enti più vicini al territorio.
Così si sblocca la città: con responsabilità, pragmatismo e trasparenza.”
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